La tela di Lorenzo Berrettini, raffigurante San Pietro Celestino nell’atto di promulgare la Bolla del Perdono, sarà trasferita alla sede del Castello del Buonconsiglio a Trento per un intervento conservativo prima di fare ritorno alla Basilica di Collemaggio. L’iniziativa rientra nel progetto denominato “Omaggio all’Aquila”, presentato in occasione della festa di San Pietro Celestino e collegato alle attività di L’Aquila Capitale italiana della Cultura 2026. Il percorso è pensato per coniugare tutela, fruizione e relazione istituzionale.
Il dipinto, proprietà del Comune dell’Aquila, aveva riportato danni rilevanti a seguito del sisma del 2009; per questo motivo il recupero conservativo è considerato un passaggio fondamentale per la sua leggibilità storica e religiosa. La presentazione pubblica del progetto ha visto la partecipazione del sindaco Pierluigi Biondi, della direttrice del Museo Castello del Buonconsiglio di Trento, Cristina Collettini, e del presidente della Fondazione Carispaq, Fabrizio Marinelli. Il restauro sarà finanziato dall’istituzione trentina e realizzato in un ambiente visitabile, così che il pubblico possa osservare le diverse fasi dell’intervento.
Obiettivi e contenuti del progetto
Il progetto Omaggio all’Aquila non si limita a un singolo intervento tecnico: nasce come un programma di scambio culturale e di valorizzazione territoriale. Oltre al recupero della tela di Berrettini, l’accordo prevede che due opere provenienti dalle collezioni trentine siano ospitate temporaneamente a L’Aquila. Si tratta del Ritratto di Pietro Vigilio Thun di Giovanni Battista Lampi, che troverà collocazione nella sala pre-consiliare di Palazzo Margherita, e della Madonna con Bambino di Tommaso Bragadin, che sarà visibile nella sede aquilana della Bper. Questo scambio è pensato per stimolare relazioni istituzionali e rafforzare la rete culturale tra territori.
Ruoli istituzionali e intenti
Durante la presentazione il sindaco Pierluigi Biondi ha evidenziato come l’iniziativa vada «oltre la mera esposizione», sottolineando l’importanza della cultura come strumento di dialogo tra comunità e aree geografiche. Per Cristina Collettini l’operazione rinsalda i legami tra L’Aquila e il Trentino e richiama la solidarietà mostrata dopo il sisma del 2009; Fabrizio Marinelli ha invece posto l’accento sul valore delle opere come «strumenti di narrazione e ambasciatrici di identità culturali». Queste parole delineano un progetto con implicazioni simboliche e pratiche.
Il legame con la Perdonanza
Il dipinto è strettamente connesso alla Perdonanza Celestiniana, manifestazione che l’UNESCO riconosce come patrimonio culturale immateriale. La rinnovata esposizione e il restauro mirano a preparare il ritorno dell’opera in tempo per la celebrazione, agevolando la fruizione dei fedeli e dei visitatori. La collocazione definitiva nella Basilica di Collemaggio durante il periodo della Perdonanza rafforzerà il valore simbolico dell’opera, ricollocandola nel contesto sacro e storico per il quale era stata concepita.
Perché il restauro è pubblico
Realizzare il restauro in uno spazio accessibile risponde a più obiettivi: aumentare la trasparenza del lavoro conservativo, coinvolgere la cittadinanza e trasformare l’intervento in un’occasione di formazione e sensibilizzazione sul tema della tutela del patrimonio. Il finanziamento del Castello del Buonconsiglio permette di impiegare competenze specialistiche e tecniche avanzate senza allontanare l’opera dal circuito pubblico, creando un ponte tra expertise conservativa e partecipazione collettiva.
Memoria, scambio e futuro
Lo scambio di opere tra Trento e L’Aquila assume anche una valenza di memoria collettiva: rimemora la solidarietà ricevuta dopo il terremoto del 2009 e costruisce nuove pratiche di collaborazione culturale. Le opere inviate all’Aquila diventano così testimoni di un legame istituzionale e simbolico, mentre la tela di Berrettini recupera la sua funzione storica e devozionale attraverso un restauro che punta alla durabilità. L’insieme delle attività accentua il ruolo della cultura come fattore di coesione e rilancio territoriale.
Ritorno e calendario
L’intenzione è che la tela torni alla Basilica di Collemaggio entro il mese di agosto, in tempo per le celebrazioni della Perdonanza Celestiniana. Il rientro dell’opera rappresenterà un momento simbolico per la città e per tutti i soggetti coinvolti, segnando la conclusione di una fase di cura e apertura pubblica. Nel complesso, il progetto si presenta come un esempio di collaborazione culturale che coniuga conservazione, partecipazione e promozione del patrimonio.



