La comunità del Trentino è in fermento per il raduno naziskin ‘Ritorno a Camelot’ previsto dal 3 al 6 settembre in un terreno privato a Pietramurata nel comune di Dro. Un gruppo di associazioni e cittadini ha consegnato un appello alla commissaria del Governo di TrentoIsabella Fusiello per chiedere l’annullamento dell’evento.
L’iniziativa ha visto la partecipazione di Andrea GrosselliWalter Largher e Michele Bezzi sindacalisti, insieme a Walter Nicoletti delle Acli Trentine e Marta Anderle dell’Anpi. La lettera, firmata da numerose associazioni e cittadini, rappresenta un forte segnale di protesta contro l’evento.
Le dichiarazioni delle istituzioni locali
Il consigliere comunale di DroLucio Matteotti ha dichiarato che questa sera cercherà di far approvare dal Consiglio comunale di Dro una dichiarazione che ripudia la guerra. Andrea La Malfa presidente di Arci del Trentino ha sottolineato che questa non è una manifestazione della destra, ma una manifestazione nazista.
La situazione è stata descritta come fuori dalla democrazia e fuori dal contesto democratico. La Malfa ha aggiunto che si tratta di un raduno europeo di qualcuno che sta facendo l’apologia del fascismo e del nazismo. È un convegno a delinquere ha affermato, chiedendo alle istituzioni di fare le istituzioni per una volta e di non lavarsene le mani.
La risposta delle autorità
Walter Nicoletti presidente delle Acli Trentine ha dichiarato di aver riscontrato la massima attenzione da parte del commissario del Governo e del questore per le loro proposte. Ha sottolineato che domani verrà presa una decisione definitiva da parte del Comitato per l’ordine pubblico e la sicurezza.
Nicoletti ha anche affermato che restiamo vigili e attenti per scendere in campo con un’iniziativa che vuole ribadire i valori dell’autonomia, della Costituzione e della convivenza. Ci auguriamo che domani la decisione sia di fermare il raduno ha concluso.
Domani mattina parteciperà alla riunione del Comitato per l’ordine pubblico e la sicurezza anche il personale della Procura della Repubblica.



