La tensione sale in Trentino in vista del raduno neonazista Ritorno a Camelot organizzato dal Veneto Fronte Skinheads e previsto dal 3 al 6 settembre a Pietramurata, frazione del comune di Dro. L’evento, che attirerà tra i 300 e i 400 militanti di estrema destra da tutta Europa, ha suscitato una forte reazione da parte della comunità locale e dei docenti dell’Università di Trento.
La lettera aperta dei docenti UniTrento
Oltre cento docenti dell’Università di Trento hanno firmato una lettera aperta pubblicata su UniTrentoMag esprimendo la loro netta opposizione al raduno. Nella lettera, i docenti sottolineano come l’evento sia in contrasto con i valori fondamentali dell’università e della società democratica.
“L’università è un luogo di libera ricerca, formazione e confronto fra posizioni anche molto diverse”, si legge nella lettera. “Questa libertà presuppone il riconoscimento dell’eguale dignità delle persone e il rifiuto che le differenze di origine, appartenenza, identità o cultura si traducano in gerarchie di valore o di diritti.”
I docenti ribadiscono che razzismo e nazifascismo negano alla radice le condizioni stesse della vita universitaria e che rispetto, non discriminazione e antifascismo sono princìpi costituzionali e cardini della convivenza democratica. “La presenza pubblica di idee e organizzazioni razziste e neonaziste non può diventare, per consuetudine o per assuefazione, un fatto normale”, affermano.
La lettera si conclude con un messaggio di solidarietà a quanti sono presi di mira da queste ideologie: “Chi studia, lavora e costruisce qui la propria vita è parte a pieno titolo della nostra comunità. La libertà e la dignità che difendiamo sono indivisibili: una società che pretende di negarle ad alcuni le mette in discussione per tutti.”
La mobilitazione della comunità di Dro
La comunità di Dro non è rimasta in silenzio di fronte all’evento. Un centinaio di abitanti sono scesi in piazza per esprimere la loro indignazione e chiedere l’annullamento del raduno. La sindaca di Dro, Ginetta Santoni, è in forte pressing sulle autorità competenti affinché l’iniziativa possa essere bloccata.
“Occorre che la giunta dichiari pubblicamente che noi, a Dro, i neonazisti non li vogliamo”, affermano i cittadini nella lettera aperta indirizzata alla sindaca. “Stiamo parlando di gruppi eversivi, violentissimi, che non nascondono le proprie ideologie di morte: bisogna immediatamente vietare l’evento.”
I residenti esprimono preoccupazione per la presenza di adolescenti nell’area dell’evento, in particolare presso l’hotel Ciclamino, frequentato da giovani appassionati di motocross. “Com’è possibile che per quattro giorni dei minori si possano trovare esposti a ideologie incostituzionali?”, si chiedono.
La contromanifestazione e il pressing dei sindaci
Qualora il Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica decidesse di non bloccare il raduno, è prevista una contromanifestazione a Pietramurata. La Cgil del Trentino ha lanciato una raccolta firme per convincere le autorità a non autorizzare l’evento.
Anche i sindaci dei comuni limitrofi si sono schierati contro il raduno. La vicesindaca di Trento, Elisabetta Bozzarelli, ha dichiarato: “Questo genere di manifestazioni non sono le benvenute, né a Pietramurata né in nessun altro luogo”. La sindaca di Rovereto, Giulia Robol, ha espresso solidarietà alla sindaca Santoni e ha sottolineato come l’evento rappresenti una ferita per il tessuto sociale del territorio.
La situazione rimane tesa, con le forze dell’ordine pronte a blindare l’area dell’evento e a gestire eventuali proteste. La comunità di Dro e i docenti dell’Università di Trento continuano a fare pressione per l’annullamento del raduno, ribadendo l’importanza dei valori democratici e della solidarietà.



