Il prezzo dei carburanti continua a pesare sulle famiglie e sulle piccole imprese italiane. In risposta al forte aumento, alcune grandi compagnie hanno deciso di intervenire direttamente sui prezzi al distributore, senza attendere ulteriori provvedimenti fiscali. Dopo l’iniziativa di Eni, anche Italiana Petroli (Ip) ha annunciato l’adozione di un tetto ai prezzi di benzina e gasolio, con effetto a partire da lunedì 28 settembre. La misura sarà introdotta in maniera progressiva, seguendo il modello sperimentato dal concorrente.
Il nuovo limite di prezzo di Ip su benzina e gasolio
Secondo la nota ufficiale dell’azienda, il tetto sarà applicato prima sulla rete a marchio Ip, garantendo un supporto significativo ai partner commerciali. L’obiettivo dichiarato è quello di “calmierare i prezzi di vendita” per consentire la sopravvivenza della filiera, composta da migliaia di operatori. La decisione arriva in un momento di forte attenzione da parte del governo, che ha più volte invitato le grandi compagnie a contribuire volontariamente alla riduzione del costo del carburante per le famiglie.
Numero di distributori coinvolti e percentuale sul mercato
Il provvedimento di Ip dovrebbe interessare circa 4.500 punti vendita unendo le stesse cifre a quelle di Eni, che gestisce circa 4.000 stazioni. Complessivamente, il numero di distributori soggetti al tetto supererebbe gli 8.500 corrispondenti al 39% dei circa 22.000 punti di rifornimento presenti in Italia. L’intervento di questo segmento di mercato è considerato capace di generare un effetto traino, spingendo altri operatori, come Esso, a valutare iniziative analoghe.
Reazioni istituzionali: Meloni e Tajani
La premier Giorgia Meloni ha accolto con favore la decisione di Ip, definendola “un segnale importante di attenzione alle famiglie italiane”. In un comunicato, ha ringraziato il presidente dell’Azerbaigian, Ilham Aliyev e il direttore di SocarRovshan Najaf per il loro ruolo nel rafforzare la cooperazione tra i due Paesi. Meloni ha inoltre ribadito che il governo continuerà a sostenere le famiglie e a tutelare il loro potere d’acquisto.
Il ruolo di Socar e dell’Azerbaijan
Socar, la compagnia energetica statale dell’Azerbaijan, ha acquisito Italiana Petroli a maggio tramite Api Holding. Da quel momento, Ip è parte di un gruppo che controlla anche il marchio Esso in Italia. La nota dell’azienda sottolinea che il nuovo limite di prezzo rappresenta una risposta concreta all’”appello del governo italiano” e che il valore dei prezzi sarà stabilito tenendo conto delle esigenze della filiera, per garantire continuità e competitività.
Implicazioni per famiglie e imprese: l’analisi di Unimpresa
Il Centro Studi Unimpresa ha calcolato che il tetto introdotto da Eni su più di 4.000 stazioni comporta un risparmio medio di circa 80 euro al mese per una famiglia con due auto. Applicando lo stesso principio a Ip, il beneficio dovrebbe estendersi a un ulteriore terzo delle stazioni, aumentando il potenziale risparmio complessivo. Per le piccole imprese con veicoli commerciali, le stime puntano a una riduzione dei costi compresa tra 12 e 37 euro a settimana, pari a 50-160 euro al mese.
Prospettive future e meccanismo delle accise mobili
Il decreto prevede, oltre al tetto di prezzo, lo studio di un’estensione del meccanismo delle accise mobili a partire dal 6 ottobre, con l’obiettivo di garantire trasparenza e rapidità nell’applicazione. Le autorità stanno valutando la possibilità di includere anche le stazioni a marchio Esso e gli altri operatori che si riforniscono da Ip. Non è prevista alcuna nuova imposizione dallo Stato, né tasse aggiuntive per le imprese: si tratta di una contribuzione volontaria volta a sostenere i cittadini.



