Nel cuore della Val Rendena meta prediletta per gli amanti della montagna e del ciclismo, un’ennesima truffa ha sorpreso gli operatori del turismo locale. All’inizio di settembre, due giovani turisti di nazionalità non specificata hanno varcato la soglia di un negozio specializzato in noleggio di e-bike top di gamma chiedendo il noleggio di tre bici dal valore complessivo di oltre 15.000 euro per due giorni.
Il gesto, apparentemente innocuo, si è rivelato una scaltro inganno: i clienti hanno presentato documenti d’identità apparentemente autentici, ma successivamente gli inquirenti hanno scoperto che erano stati prodotti con software di intelligenza artificiale avanzati, non reperibili sul web. Al termine del periodo concordato, i mezzi non sono stati restituiti e i turisti sono scomparsi, lasciando il proprietario del negozio in attesa di una risposta che non sarebbe mai arrivata.
Frode alle e-bike: i fatti emersi dall’indagine
Le autorità competenti, costituite dal Carabinieri della Stazione di Madonna di Campiglio e dalla Polizia Locale di Pinzolo hanno avviato subito un’indagine congiunta. Dalle verifiche è emerso che i documenti esibiti erano falsi, frutto di un algoritmo di deepfake capace di replicare fedelmente grafiche ufficiali. Il valore delle biciclette, equipaggiate con componenti di fascia alta, supera i 15.000 euro, rendendo il caso particolarmente delicato per l’economia locale.
Il ruolo delle telecamere nella ricostruzione della fuga
Le immagini delle telecamere di videosorveglianza urbana sono state analizzate meticolosamente. Gli investigatori hanno individuato un SUV di grossa cilindrata utilizzato dalla coppia, la cui targa era stata coperta deliberatamente con il portabici posteriore. Nonostante il tentativo di occultamento, il confronto dei fotogrammi ha permesso di ricostruire la targa completa e di risalire all’hotel di Pinzolo dove i soggetti avevano prenotato la loro permanenza.
Altri avvenimenti nella zona: addestramento dei vigili del fuoco e sequestro di cocaina
Parallelamente alla vicenda delle e-bike, nella stessa settimana le forze dell’ordine hanno coordinato un’importante esercitazione al Rifugio Boè a 3.000 metri di altitudine. Una ventina di vigili del fuoco volontari supportati da un elicottero, ha simulato un incendio in un contesto di difficile accessibilità, testando un nuovo modulo tecnico per emergenze in quota e perfezionando le procedure operative in ambienti montani.
Nel frattempo, a Pergine Valsugana i Carabinieri hanno scoperto 150 grammi di cocaina nascosta vicino a Villa Rosa. La sostanza, già suddivisa in dosi, era stata celata in un piccolo muretto e sotto un vaso, in seguito a segnalazioni da parte della cittadinanza.
Implicazioni per il territorio
Questi fatti, seppur eterogenei, hanno messo in luce la necessità di un rafforzamento dei sistemi di controllo e sicurezza sia per il turismo che per le attività operative in ambito alpino. La collaborazione tra Carabinieri, Polizia Locale e gli operatori turistici si è dimostrata fondamentale per smascherare la truffa e per gestire efficacemente le emergenze in zone isolate.



