Il 12 giugno tre alpinisti originari del Trentino persero la vita sul Gran Paradiso in un incidente che ha scosso le comunità alpine locali. I corpi furono rinvenuti alla base della parete Nord dopo il sospetto che una scivolata iniziale avesse trascinato con sé gli altri componenti della cordata.
Le vittime sono state identificate come Sergio Martinelli29 anni, di Trento; Maicol Zenatti39 anni, di Brentonico (nei pressi di Rovereto); e Antonio Sardano49 anni, figura nota per il suo impegno in Trentino Emergenza. L’episodio è stato descritto dalle autorità di soccorso come una caduta che ha comportato una discesa di oltre 400 metri lungo la parete.
Le modalità dell’incidente e l’intervento dei soccorsi
Secondo il direttore del Soccorso alpino valdostanoPaolo Comune, l’incidente sembrerebbe essersi verificato intorno a mezzogiorno, ma non ci furono testimoni diretti. Solo nella serata, a fronte della mancata comunicazione con i tre alpinisti, i familiari diedero l’allarme e fu avviata la verifica. “I corpi sono stati trovati alla base della parete Nord.” è la dichiarazione che sintetizza la constatazione iniziale degli operatori. Le indagini sulla dinamica proseguono a cura dei finanzieri del Sagf di Entrèves.
Il sospetto degli investigatori è che la tragedia sia stata innescata da una singola scivolata che ha coinvolto l’intera cordata: “Si presuppone che la causa sia stata una scivolata di uno dei componenti che ha trascinato anche gli altri“, ha spiegato Comune, richiamando l’attenzione sulla pericolosità delle pareti in quota anche per alpinisti esperti.
Chi erano le vittime e il loro legame con la montagna
Sergio Martinelli29 anni, di Trento, era un economista e data analyst. Con lui c’era Maicol Zenatti39 anni, informatico attivo nello sviluppo di soluzioni digitali e socio della Sat di Mori. Antonio Sardano49 anni, era una figura storica di Trentino Emergenzadopo anni come autista soccorritore aveva operato anche alla Centrale operativa, diventando un punto di riferimento per la gestione dei trasporti sanitari programmati. Dal 2026 contribuì inoltre allo sviluppo del servizio 116117svolgendo il ruolo di referente di turno.
La presenza di tre persone legate non solo dall’amicizia ma anche dalla condivisione della passione per l’alpinismo ha reso la vicenda particolarmente dolorosa per chi li conosceva. Le associazioni del territorio hanno sottolineato che si trattava di persone che frequentavano la montagna con esperienza e dedizione.
Reazioni delle sezioni Sat e della Sosat
La Società degli Alpinisti Tridentini (Sat) ha espresso profondo cordoglio per la scomparsa: il presidente Cristian Ferrari ha dichiarato che “È una tragedia che colpisce profondamente l’intera comunità della montagna” e ha voluto ricordare come i tre conoscessero il territorio e lo frequentassero con preparazione e rispetto. “La montagna non è mai una conquista definitiva“, ha aggiunto, sottolineando l’elemento di imprevedibilità che permane in alta quota.
La SOSATsezione operaia legata alla Sat, ha manifestato vicinanza alle famiglie: il presidente Luciano Ferrari ha parlato del dolore che attraversa l’intera comunità montana. La Sat di Mori ha ricordato in particolare Zenatti come “un alpinista preparato e prudente” e come un amico impegnato nella comunità, ricordandone il “passo lento e costante” e il sorriso che lo distingueva.
Il ricordo istituzionale e il valore del servizio di emergenza
L’Azienda sanitaria universitaria integrata del Trentino ha reso omaggio ad Antonio Sardano per la lunga dedizione al servizio della comunità trentina, ricordando il suo ruolo operativo prima come autista soccorritore e poi in Centrale operativa. Nel comunicato si sottolinea il contributo di Sardano all’avvio del servizio 116117evidenziando competenza, disponibilità e spirito di servizio come tratti distintivi della sua attività.
Il lutto ha coinvolto non solo le associazioni alpine ma anche le amministrazioni locali: il sindaco di Trento ha osservato che, pur trattandosi di alpinisti esperti, “a volte l’esperienza non basta, il rischio zero non esiste” e ha rivolto il cordoglio della città alle famiglie dei tre.
La vicenda rimane oggetto di accertamenti da parte delle autorità competenti; nel frattempo, l’eco di questa tragedia continua a interrogare la comunità degli appassionati di montagna sul rapporto tra preparazione, prudenza e il carattere imprevedibile dell’ambiente alpino.


