Un motociclista tedesco di 46 anni è uscito di strada nel primo pomeriggio del 17 giugno 2026 a Pecol, lungo la statale 48 tra il Passo Pordoi e Canazei, precipitando per circa 30 metri nel bosco e venendo elitrasportato in codice rosso all’Ospedale Santa Chiara di Trento. L’allarme è scattato prima alle 14.40, con una ulteriore chiamata al 112 intorno alle 15.30, attivando un intervento coordinato tra elisoccorso, Soccorso Alpino e Speleologico Alta Val di Fassa, Vigili del Fuoco di Canazei e personale della Croce Bianca.
L’episodio è rilevante per la dinamica in ambiente montano, la necessità di un recupero tecnico su pendio impervio e l’impiego congiunto di mezzi aerei e squadre di terra. Il contesto della viabilità in quota e la presenza di traffico sulla statale hanno imposto una gestione del transito durante l’atterraggio dell’elicottero. Notizia in aggiornamento. Ultimo aggiornamento: 18 giugno 2026.
Cronologia e dinamica dell’incidente a Pecol
Secondo le prime ricostruzioni, l’uomo ha perso aderenza in curva e ha oltrepassato il margine della carreggiata, rovinando nel bosco sottostante per circa 30 metri sul versante di Pecol, nel comune di Canazei. L’area è una tratta della SS48 che collega il Passo Pordoi alla Val di Fassa e presenta tratti con curve strette e scarpate laterali, un profilo tipico delle strade alpine. Le prime richieste di aiuto sono state registrate alle 14.40, mentre una segnalazione al Numero Unico 112 è stata acquisita poco dopo le 15.30, avviando il dispositivo di soccorso.
All’arrivo delle squadre via terra, il motociclista è risultato cosciente ma con ferite multiple, condizione che ha orientato le manovre di stabilizzazione in attesa dell’équipe sanitaria. La permanenza dello stato di coscienza ha permesso una valutazione primaria in sito e la scelta di un protocollo di immobilizzazione volto a preservare la colonna durante il recupero. Le autorità hanno avviato i rilievi per definire con precisione le cause e la sequenza temporale dell’uscita di strada.
Intervento dei soccorsi e recupero dal pendio
La Centrale Unica di Trentino Emergenza ha attivato l’elisoccorso e le squadre della Stazione Alta Val di Fassa del Soccorso Alpino e Speleologico, con il supporto dei Vigili del Fuoco di Canazei. I tecnici si sono calati sul pendio boschivo e hanno preparato il recupero mediante parancouna tecnica di movimentazione che consente di riportare il ferito sulla sede stradale contenendo i rischi legati all’inclinazione e alla vegetazione fitta. Il coordinamento tra i team a terra e l’unità aerea ha ridotto i tempi di estrazione.
Il paranco ha garantito una risalita controllata del paziente, preservando l’asse testa-collo-tronco e consentendo un trasferimento in sicurezza fino alla carreggiata. In superficie, l’uomo è stato affidato all’équipe sanitaria per ulteriori valutazioni e per la stabilizzazione avanzata prima dell’imbarco. Il personale della Croce Bianca ha collaborato nelle fasi di assistenza e logistica, mentre i Vigili del Fuoco hanno messo in sicurezza l’area di atterraggio e supportato il dispositivo di protezione della scena.
Trasferimento al Santa Chiara e gestione della viabilità
L’elicottero è atterrato in prossimità della strada e ha preso in carico il paziente dopo le ultime verifiche cliniche sul posto, procedendo al trasporto in codice rosso verso l’Ospedale Santa Chiara di Trento per gli approfondimenti diagnostici. La scelta del trasferimento aereo ha risposto alla necessità di tempi rapidi e alla complessità del percorso viario, tipica delle aree alpine con infrastrutture viarie esposte a pendenze e curve serrate. Una volta giunto in ospedale, l’uomo è stato affidato all’équipe ospedaliera per le cure.
Durante le operazioni, la circolazione sulla statale 48 è stata regolata per consentire l’atterraggio e le manovre di recupero, con presidio delle squadre di emergenza e rilievi delle autorità per la ricostruzione della dinamica. La giornata ha visto in Trentino numerosi interventi su incidenti che hanno coinvolto motociclisti e ciclisti, un contesto operativo che ha reso centrale la sinergia tra Centrale, equipaggi aerei e squadre specializzate. Proseguono gli approfondimenti per accertare con esattezza le cause dell’uscita di strada e l’evoluzione clinica del ferito.


