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Maschere del Centro Santa Chiara: intesa su indennità e pagamento degli arretrati

Sciopero ritirato dopo l'intesa: indennità, arretrati in busta paga di maggio e impegno a proseguire il confronto

Maschere del Centro Santa Chiara: intesa su indennità e pagamento degli arretrati

Lo sciopero annunciato per sabato 23 maggio 2026 dalle maschere del Centro culturale Santa Chiara è stato evitato grazie a un’intesa raggiunta nelle ore precedenti tra Slc Cgil, Uil Fpc, CLA e la Cooperativa CSU. Le lavoratrici e i lavoratori ottengono il riconoscimento dell’indennità di 42 centesimi l’ora per tutti e il pagamento degli arretrati relativi ai mesi di febbraio, marzo e aprile, somme che verranno versate con la busta paga di maggio. Questa soluzione ha portato al ritiro della mobilitazione prevista per la data indicata.

L’intesa non chiude però tutte le questioni sollevate: rimangono aperti temi legati alla formazione, alla correttezza delle buste paga e alla durata dei contratti a tempo determinato, che secondo le denunce arrivano a durare anche solo due settimane. I rappresentanti sindacali Norma Marighetti e Alan Tancredi hanno accompagnato la trattativa e definiscono il risultato un passo importante, ma non esaustivo, nella battaglia per la dignità e la parità di trattamento tra addetti allo stesso ruolo.

Dettagli dell’accordo economico

Nel merito economico l’intesa prevede il riconoscimento uniforme del super minimo contrattuale sotto forma di indennità di 42 centesimi per tutte le categorie interessate, eliminando le differenze tra vecchi e nuovi assunti che avevano provocato il contendere. Il pagamento degli arretrati per il periodo febbraio-aprile sarà inserito nella busta paga di maggio, con l’obiettivo di regolarizzare situazioni pregresse e restituire valore a un lavoro che fino a poco tempo fa era spesso definito ingiustamente come un lavoretto. Per le sigle sindacali si è trattato di affermare il principio della parità salariale per pari mansione.

I nodi ancora aperti

Nonostante l’accordo economico, permangono problemi concreti. Tra questi la mancata formazione completa su sicurezza e antincendio, la verifica della correttezza delle retribuzioni versate e la precarietà dei contratti, spesso rinnovati in maniera discontinuo. Le parti hanno concordato di riprendere il confronto nella prima settimana di giugno per approfondire questi punti e trovare soluzioni condivise. Sul tavolo resta anche la richiesta sindacale di contratti a tempo indeterminato o, quanto meno, a tempo determinato di durata più significativa rispetto alle due settimane denunciate.

Formazione e diritti sul posto di lavoro

Le lavoratrici e i lavoratori chiedono percorsi di formazione antincendio e primo soccorso e la fornitura di una divisa come previsto dal contratto collettivo. Queste richieste non sono solo una questione amministrativa: rappresentano garanzie di sicurezza e riconoscimento professionale. Secondo i sindacati, l’assenza di un piano formativo strutturato e l’irregolarità nelle buste paga hanno alimentato un clima di insicurezza e di svalutazione del ruolo delle maschere, pur essendo figure fondamentali per l’apertura e il buon funzionamento degli spettacoli.

Oltre la vertenza: il tema degli appalti e l’internalizzazione

Lo scontro al Centro Santa Chiara prende posto in un quadro più ampio: molte professionalità nel mondo della cultura operano tramite appalti, con tutele spesso inferiori rispetto a chi è impiegato direttamente. I sindacati auspicano l’avvio di un confronto sull’internalizzazione di servizi strategici, partendo proprio dalle maschere, per contrastare il fenomeno delle gare al ribasso che comprimono salari e accrescono la precarietà. Marighetti e Tancredi sottolineano che la storia di queste lavoratrici e lavoratori è la storia di altri addetti in appalto nel territorio.

Prospettive e prossimi incontri

Con il ritiro dello sciopero e l’accordo economico si apre una fase negoziale che dovrà verificare l’effettiva applicazione degli impegni presi. Le parti si sono date un appuntamento per la prima settimana di giugno per proseguire il dialogo su formazione, durata contrattuale e regolarità delle buste paga. L’esito di questi incontri sarà determinante non solo per risolvere le criticità emerse, ma anche per ridefinire le relazioni sindacali e le modalità di gestione dei servizi culturali in appalto a Trento.

In sintesi, l’intesa ha evitato la protesta del 23 maggio 2026 e ha conseguito il riconoscimento economico richiesto, ma lascia aperto un capitolo più ampio di riforme e verifiche: dalla tutela della sicurezza alla stabilità contrattuale fino alla discussione sull’internalizzazione, temi che verranno affrontati nei prossimi incontri tra sindacati, CLA e Cooperativa CSU.

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