Nel terzo trimestre del 2026 il mercato immobiliare trentino ha registrato un netto rallentamento. Il presidente di FIMAA Trentino, Severino Rigotti, ha dichiarato: «Il rallentamento forte lo abbiamo sentito nel settembre di quest’anno», sottolineando la contrazione più marcata dell’intero periodo.
Dati di compravendita nel terzo trimestre 2026
Secondo i dati forniti dall’Agenzia delle Entrate, le compravendite residenziali in Trentino sono state 1.218, cioè 35 unità in meno rispetto allo stesso trimestre del 2025, con una flessione complessiva del 2,8 %. Confrontandole con il secondo trimestre 2026, quando le transazioni erano 1.235, il decremento ammonta a 17 atti.
Andamento mensile: luglio-settembre
Luglio ha mantenuto la parità con l’anno precedente, confermando le 530 operazioni. Agosto ha segnato una lieve ripresa, passando da 244 a 254 compravendite (+4,1 %). Tuttavia, settembre è stato l mese critico: le transazioni sono scese da 479 a 434, una contrazione del 9,39 % che ha determinato il calo medio del trimestre.
Motivi del rallentamento
Rigotti ha indicato due fattori strutturali: i prezzi elevati delle nuove costruzioni e le difficoltà di accesso al credito, soprattutto per le famiglie che devono combinare risorse proprie con il mutuo. Queste condizioni spingono gli acquirenti a rimandare o riconsiderare l’investimento, aumentando la cautela nel mercato.
Nel contempo, il indice notarile pubblicato dal Consiglio notarile di Trento e Rovereto è cresciuto di circa il 6 % rispetto al terzo trimestre 2025 e del 5 % nei primi nove mesi del 2026. Questo indicatore non misura solo il numero di atti, ma anche il loro valore complessivo, includendo operazioni di mutuo e donazioni. Per questo motivo, il suo aumento non corrisponde a un incremento delle compravendite effettive.
Prospettive e fattori di equilibrio
Le autorità provinciali hanno lanciato incentivi per l’acquisto della prima casa e per il recupero di immobili destinati alla locazione, misure che potrebbero mitigare la contrazione. Rigotti, pur rimanendo prudente, ha evidenziato che dicembre spesso riserva sorprese, grazie al tradizionale picco di rogiti a fine anno.
Il contesto non è del tutto negativo: il turismo in Trentino ha registrato un tasso di occupazione del 69 % tra il 31 agosto e il 1 novembre, rispetto al 65 % dell’anno precedente, con una crescita del 6 % delle presenze. La tariffa media per camera è salita a 138 euro (+8 %), mentre il ricavo medio per camera è passato da 84 a 96 euro (+14 %). Inoltre, Unioncamere stima che le interruzioni dei valichi alpini causino danni annuali per 1,5 miliardi di euro, evidenziando l’importanza di un’infrastruttura logistica efficace per l’intera economia italiana.



