3 novembre 2026 ☁ 10°

Critiche alle scelte della Giunta: bilancio provinciale 2027-2029 ritenuto insufficiente

Le opposizioni denunciano un bilancio quasi sei miliardi troppo timido su casa, lavoro e giovani, chiedendo risposte concrete per il 2027.

Critiche alle scelte della Giunta: bilancio provinciale 2027-2029 ritenuto insufficiente

Nel Trentino è stato presentato il bilancio provinciale per il triennio 2027-2029, un pacchetto di spesa che si avvicina ai sei miliardi di euro. La proposta ha subito le critiche dell’Alleanza democratica autonomista e del consigliere Filippo Degasperi, i quali sostengono che i punti salienti del piano – casa, costo della vita, salari, sviluppo industriale e trasporti – rimangono troppo timidi per chi dovrà vivere in Trentino già dal 2027.

Le minoranze hanno chiesto al Consiglio di procedere a una discussione approfondita, sottolineando che “un bilancio di quasi sei miliardi merita un confronto sui testi, non solo un riassunto nei giornali”. Il loro obiettivo è verificare le risorse impiegate, gli strumenti proposti e le ricadute concrete sul territorio, affinché le scelte possano essere realmente rappresentative dei cittadini e non semplici annunci di parte.

Opposizione e valutazione del bilancio provinciale

L’Alleanza democratica autonomista osserva una netta disparità tra le ambiziose dichiarazioni della Giunta e la reale portata delle misure introdotte. Per loro, “elencare i problemi non equivale ad affrontarli”; pertanto, chiedono che la Giunta risponda dell’insufficienza delle scelte già adottate e del ritardo accumulato, soprattutto su temi come la casa, i salari e lo sviluppo industriale.

Casa: il bando esclude i comuni più colpiti

Un punto critico riguarda il nuovo bando per la ristrutturazione della prima casa, dal quale sono stati esclusi i comuni con la più alta pressione abitativa. Confindustria ha ribadito che sarebbe stato possibile intervenire con strumenti più incisivi, puntando su affitti, edilizia pubblica e garanzie per riqualificare gli immobili sfitti. L’assenza dei grandi centri nella graduatoria, secondo le opposizioni, lascia fuori le aree dove la crisi abitativa è più acuta.

Giovani e formazione: fondi e richieste ancora insufficienti

Nel settore giovanile, la manovra propone un finanziamento di un milione di euro all’anno per attrarre e trattenere laureati, cifra giudicata troppo limitata rispetto alla dimensione del problema. In fase di assestamento, grazie alle proposte delle minoranze, erano stati stanziati tre milioni per i giovani laureati e tre milioni per i giovani lavoratori fragili; la nuova dotazione rappresenta quindi una retrocessione significativa.

Scuola e salari degli insegnanti

Il dibattito sulla scuola è rimasto in secondo piano. Negli ultimi mesi, la contrattazione salariale degli insegnanti ha generato mobilitazioni per un riconoscimento economico e professionale più adeguato. Tuttavia, nelle misure presentate dalla Giunta non compare alcuna risposta specifica a queste richieste né una valorizzazione complessiva del sistema educativo, lasciando un vuoto evidenziato dalle opposizioni.

Le minoranze sottolineano anche che la Giunta stessa ha stimato una retribuzione media di circa 17 mila euro lordi annui per gli under 35, indicando che le problematiche di casa e salari sono strettamente interconnesse. Per questo, chiedono una programmazione capace di garantire un reddito dignitoso, favorire la nascita di famiglie e rendere il Trentino un luogo in cui è possibile costruire un futuro stabile.

Le opposizioni invitano la Giunta a passare dagli annunci a una concreta programmazione strutturale, con obiettivi verificabili, risorse adeguate e strumenti coordinati. Solo così il bilancio di quasi sei miliardi potrà rispondere alle esigenze di chi vive in Trentino nel 2027, senza limitarsi a proposte simboliche.

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