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NordEst – Confartigianato: 296,3 miliardi di shock, fisco al 43,2%

Il presidente Marco Granelli avverte un danno di 296,3 miliardi, esige un bilancio che favorisca crescita, produttività e una riduzione del fisco al 43,2% del Pil.

NordEst – Confartigianato: 296,3 miliardi di shock, fisco al 43,2%

Durante l’assemblea annuale di NordEst – Confartigianato, il presidente Marco Granelli ha lanciato un avviso chiaro: il sistema economico italiano è stato duramente provato da una serie di shock che, nel quinquennio 2022-2026, hanno assorbito 296,3 miliardi di risorse. Secondo Granelli, questi capitali sottratti a investimenti, innovazione e assunzioni costituiscono un freno alla crescita nazionale.

Di fronte a questa situazione, il capo di Confartigianato ha sottolineato l’urgenza di una legge di bilancio che non si limiti a gestire la crisi, ma che  metta al centro la crescita, la produttività e la capacità di creare nuovi posti di lavoro. Per lui, la vera sfida è utilizzare in maniera più efficace le risorse pubbliche, indirizzandole verso il potenziamento della competitività del Paese.

Il peso degli shock economici: 296,3 miliardi in cinque anni

Stando alle stime di NordEst – Confartigianato, le diverse tensioni – dall’energia alle materie prime, dal mercato immobiliare alle difficoltà bancarie – hanno generato un costo complessivo di 296,3 miliardi di euro. Tale ammontare rappresenta la quota di risorse che, altrimenti, sarebbero state investite in ricerca e sviluppo, in modernizzazione delle imprese e nella creazione di nuovi posti di lavoro. La perdita di questa capacità di investimento compromette il potenziale di crescita a medio-lungo termine dell’economia italiana.

Impatto su investimenti, innovazione e occupazione

Quando le imprese devono affrontare costi imprevisti, tendono a rimandare o ridurre i progetti di innovazione e di espansione. Di conseguenza, il mercato del lavoro ne risente: meno assunzioni e più precarietà. Granelli ha ricordato che, per invertire questa dinamica, è fondamentale restituire al settore privato le risorse necessarie per rinvigorire la produzione e stimolare la domanda interna.

Le richieste di Granelli per la prossima legge di bilancio

Il presidente di Confartigianato ha delineato tre linee guida imprescindibili per il futuro bilancio: innanzitutto, mettere al centro crescita, produttività e capacità di creare lavoro. In secondo luogo, ridurre il gap del carico fiscale, poiché per l’Italia il peso delle tasse è stimato al 43,2% del Pil nel 2026, rispetto alla media dell’Unione europea del 41,1%. Infine, abbassare le tasse per liberare risorse da destinare a investimenti e all’occupazione.

Mettere al centro crescita e produttività

Granelli ha ribadito che una legge di bilancio orientata esclusivamente al riequilibrio di conto corrente non è sufficiente. È necessario incentivare le imprese ad aumentare la loro produttività, supportandole con misure fiscali mirate e con investimenti pubblici che colmino le lacune infrastrutturali.

Ridurre il carico fiscale al 43,2% del Pil

Secondo le previsioni, il fisco italiano raggiungerà il 43,2% del Pil entro il 2026, superando la media europea del 41,1%. Granelli ha avvertito che questo divario penalizza la competitività del Paese, rendendo più costoso per le imprese operare e per i cittadini mantenere il proprio tenore di vita.

Abbassare le tasse per favorire investimenti e lavoro

L’obiettivo, come ha espresso il presidente, è ridurre le imposte in modo da destinare le risorse risparmiate a progetti di crescita, sia in termini di capacità produttiva sia di creazione di nuovi posti di lavoro. Solo così, secondo Granelli, l’Italia potrà recuperare il terreno perso durante gli shock degli ultimi cinque anni.

Il messaggio di Marco Granelli è chiaro: per superare la crisi accumulata, la prossima legge di bilancio deve essere uno strumento di crescita e non semplicemente di aggiustamento contabile, con un occhio attento al taglio del carico fiscale e alla riduzione delle tasse a favore di investimenti concreti.

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