Il Coni provinciale di Trento ha appena concluso una rilevazione su 6.620 studenti dei primi tre anni delle scuole superiori, confrontandola con la ricerca del 2019. I risultati dipingono un quadro più positivo rispetto al periodo post-pandemia: l’abbandono sportivo è diminuito del 4% e la pratica sportiva è cresciuta del 2% fra chi non aveva mai praticato attività fisica. La prova è stata illustrata a Trento dalla presidente del Coni provinciale, Paola Mora, alla presenza dell’assessora all’istruzione Francesca Gerosa e dell’atleta Andrea Giovannini, testimonial dell’iniziativa.
Lo studio, curato da Simone Piffer e Sabrina Planer con il supporto scientifico di Adriano Delleva della Scuola regionale dello sport, ha analizzato 6.620 questionari su una popolazione totale di 18.247 alunni, garantendo un margine di errore di ±1,26 punti percentuali. Il focus è stato posto sul triennio delle superiori, un periodo cruciale per la continuità della pratica sportiva, poiché coincide con il passaggio dalla terza media alla terza superiore, momenti in cui il rischio di abbandono è più elevato.
Dati chiave dell’indagine e soglie di errore
Il campionamento ha coperto l’intera provincia, includendo licei, istituti tecnici e professionali. Il valore di ±1,26% di margine di errore conferma la solidità statistica dei risultati, rendendo attendibili le conclusioni sull’andamento della pratica sportiva giovanile. L’analisi ha rilevato che, tra gli studenti mai praticanti, il 2% ha iniziato a fare sport entro l’anno successivo al sondaggio, segno di una tendenza inversa rispetto agli anni immediatamente successivi al Covid-19.
Risultati principali: differenze di genere e di tipo di scuola
Le percentuali di partecipazione non sono omogenee. Tra i ragazzi dei licei, più del 75% pratica regolarmente uno sport, mentre tra le ragazze degli istituti professionali la quota scende sotto il 35%. Questa disparità indica come il genere e la tipologia di percorso scolastico influenzino la scelta di attività fisica. Inoltre, molti studenti hanno segnalato difficoltà nel conciliare studio e sport: la gestione dei due impegni è ancora percepita come una sfida, anche se la disponibilità a riprendere l’attività è alta, soprattutto scegliendo discipline meno intensive.
Il ruolo del voucher sportivo
L’assessora Gerosa ha ribadito l’importanza del voucher sportivo, uno strumento destinato a sostenere le famiglie nel garantire l’accesso dei figli alle strutture sportive locali. Il voucher, integrato con un rinnovo dell’accordo tra la Provincia e il Coni, permette di distribuire risorse in modo capillare e di favorire l’inclusione di chi, per motivi economici o logistici, rischia di allontanarsi dal mondo sportivo.
Prospettive future e iniziative provinciali
Paola Mora ha evidenziato che i dati costituiscono un punto di partenza per progettare nuove iniziative che rispondano alle esigenze dei giovani: rendere lo sport più gratificante e accessibile, valorizzandone al contempo il valore sociale e sanitario. L’assessora Gerosa ha sottolineato che investire nei progetti sportivi scolastici e nel voucher è fondamentale per mantenere il Trentino tra le province più attive d’Italia e per promuovere la salute dei ragazzi fin dai primi anni di vita.
La ricerca mostra un miglioramento della partecipazione sportiva dei giovani trentini, ma allo stesso tempo rimarca la necessità di interventi mirati per colmare il divario di genere e di tipo di scuola. Le autorità provinciali sembrano pronte a rispondere con politiche più incisive, nella speranza di consolidare la tendenza positiva fin qui osservata.



