27 ottobre 2026 🌤 11°

Uniti contro il malfunzionamento della sanità trentina

Sette sindacati della sanità trentina denunciano blocchi informatici, carenze organizzative e fuga di professionisti, chiedendo al Consiglio una risposta concreta.

Uniti contro il malfunzionamento della sanità trentina

Il mattino del 19 ottobre 2026 a Trento è stato segnato da un incontro storico: i capigruppo del Consiglio provinciale hanno accolto le rappresentanze di sette sigle sindacali, comprese quelle della dirigenza medica, per discutere le crescenti difficoltà del servizio sanitario provinciale. Per la prima volta, CGIL, CISL, UIL FP, Fenalt, Nursing Up, CIMO-FESMED e ANAO hanno parlato con un fronte comune, rivolgendo richieste nette al potere politico locale.

Il confronto con i capigruppo: un fronte unico contro la crisi

Al tavolo sono intervenuti Alberto Bellini (CGIL), Giuseppe Varagone (UIL FP), Miriam Sanò (ANAO), Sonia Brugnara (CIMO-FESMED), Paolo Panebianco (Fenalt), Antonella Genetin (Nursing Up) e Giuseppe Pallanch (CISL). Tutti hanno sottolineato che le precedenti segnalazioni – peraltro ignorate dall’Azienda sanitaria – si sono trasformate in veri e propri punti di rottura. Bellini ha affermato: «Chiediamo al Consiglio provinciale un’assunzione di responsabilità», ricordando che l’Azienda è un bene primario della collettività.

Le criticità denunciate: sistemi informatici, ASUIT e fuga di personale

Il nucleo centrale della discussione è stato il sistema informatico dell’Azienda sanitaria, descritto come la goccia che ha fatto traboccare il vaso. Miriam Sanò ha elencato cinque gravi blackout e una trentina di interruzioni informatiche significative registrate nel 2026 nei pronto soccorso. Le interruzioni hanno impedito l’accesso alle cartelle cliniche, ritardando le cure e aumentando il rischio clinico. Varagone ha ricordato che, dal primo settembre, l’assistenza tecnica è risultata insufficiente e le risposte dell’Azienda inesistenti.

Problemi organizzativi di ASUIT

Accanto ai malfunzionamenti tecnologici, i sindacati hanno indicato una serie di difficoltà strutturali legate a ASUIT. Sonia Brugnara ha evidenziato l’assenza di un dipartimento oncologico provinciale e la lentezza nella realizzazione delle cartelle cliniche digitali, definendo la situazione una disorganizzazione sempre più pesante che grava sui professionisti. Antonella Genetin ha sottolineato che le dimissioni sono numerose, mentre Pallanch ha ricordato che, nonostante l’aumento delle risorse, il rapporto con i vertici aziendali è peggiorato, spingendo molti medici a lasciare il servizio pubblico.

Reazioni politiche e richieste al Consiglio provinciale

Durante lo stesso incontro, i consiglieri Francesco Valduga (Campobase) e altri esponenti politici hanno riconosciuto che le responsabilità non sono solo tecniche ma anche politiche. Valduga ha invitato a distinguere le scelte gestionali da quelle di governance, invitando a una riforma dell’intero modello sanitario basata sull’autonomia provinciale. La risposta del presidente della Provincia, Claudio Soini, è stata di ringraziamento per l’intervento sindacale, senza però fornire ancora un protocollo concreto.

Le richieste concrete includono: la creazione di un dipartimento oncologico, il potenziamento della sicurezza sul luogo di lavoro (oltre al presidio di polizia 24/7), il rinnovo contrattuale per migliorare la attrattività del settore e l’implementazione di un piano di emergenza informatica. Come ha ricordato Paolo Panebianco, «Non stiamo battendo cassa come sindacato, ma siamo qui per difendere la sanità trentina». La pressione resta alta, con la prospettiva di ulteriori mobilitazioni qualora le richieste non trovino risposta.

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