24 Settembre 2026 ☁ 19°

Liste di attesa sanitarie: il Trentino Alto Adige in evidenza

Il Trentino Alto Adige emerge nel monitoraggio delle liste di attesa sanitarie, con dati contrastanti rispetto al recente passato. Scopri i dettagli delle performance regionali.

Liste di attesa sanitarie: il Trentino Alto Adige in evidenza

Il sistema sanitario italiano continua a fare i conti con le liste di attesa, un tema cruciale per la qualità dei servizi offerti ai cittadini. Il recente monitoraggio condotto da Agenas, l’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali, ha evidenziato dinamiche interessanti, con il trentino alto Adige che si distingue in un contesto nazionale variegato.

L’analisi si basa sui dati relativi alle 14 prime visite specialistiche e ai 22 esami diagnostici previsti dal Piano nazionale di Governo delle liste di attesa per il periodo 2019-2026. Il confronto tra il primo semestre del 2026 e lo stesso periodo del 2026 offre un quadro dettagliato delle performance regionali, con alcune tendenze positive ma anche criticità persistenti.

Visite specialistiche: miglioramenti e criticità

Nel primo semestre del 20267 Regioni hanno confermato i buoni risultati già raggiunti nel 2026 mantenendo un elevato rispetto dei tempi massimi di garanzia. La Liguria e la Lombardia hanno mostrato miglioramenti significativi, mentre l’Emilia Romagna il Piemonte e la Provincia autonoma di Bolzano hanno registrato progressi, pur rimanendo sotto l’80% di rispetto dei tempi.

Al contrario, alcune Regioni come l’Abruzzo la Sicilia la Sardegna e la Provincia autonoma di Trento hanno mostrato un peggioramento rispetto al periodo precedente. Inoltre, 5 Regioni continuano a registrare percentuali di rispetto dei tempi inferiori al 70% anche se con segnali di inversione di tendenza, come nel caso del Friuli Venezia Giulia della Puglia e dell’Umbria.

Esami diagnostici: risultati positivi ma con eccezioni

Per quanto riguarda gli esami diagnostici, la maggior parte delle Regioni ha mostrato buoni risultati. 10 Regioni hanno confermato un elevato rispetto dei tempi massimi di garanzia, superiore all’80%. La Liguria e la Lombardia hanno migliorato significativamente le loro performance, mentre la Provincia autonoma di Trento la Puglia la Sardegna e l’Umbria hanno registrato progressi, pur rimanendo sotto l’80%.

Tuttavia, alcune Regioni come l’Abruzzo la Sicilia e la Valle d’Aosta hanno mostrato un peggioramento rispetto al periodo precedente. Questo quadro complessivo evidenzia sia i progressi raggiunti che le sfide ancora aperte per garantire tempi di attesa adeguati in tutte le Regioni.

Le prestazioni urgenti e differibili: un miglioramento significativo

Un aspetto particolarmente rilevante riguarda il miglioramento registrato nelle prestazioni urgenti e in quelle classificate come ‘Breve’. Le prime visite urgenti effettuate entro i tre giorni sono passate dal 77,7% all’81% mentre quelle in classe B sono aumentate dal 77,3% all’80,2%. Anche per gli accertamenti diagnostici si osserva un miglioramento: quelli urgenti garantiti entro tre giorni salgono dal 73,2% al 76,4% mentre quelli in classe B passano dal 75,9% al 77,6%.

Le prestazioni differibili, che devono essere garantite entro 30 giorni per le prime visite ed entro 60 giorni per gli accertamenti diagnostici, hanno mostrato miglioramenti significativi. Per le visite, la quota di prestazioni erogate nei tempi previsti è cresciuta dal 70% al 73,3% mentre per gli esami diagnostici è passata dall’82,8% all’85,1%. Questi dati indicano un progressivo miglioramento nella gestione delle liste di attesa, anche se permangono differenze significative tra le diverse Regioni.

Il Trentino alto adige si distingue in questo contesto, offrendo spunti di riflessione per il futuro del sistema sanitario italiano.

Continua sull'app Le notizie della tua città, in tempo reale.
Apri nell'app

Trento adesso

ACCADUTO OGGI
Curiosità storiche legate al 24 Settembre