Le autorità di Trentino e Lombardia hanno intensificato le indagini contro il spaccio di droga concentrandosi su reti itineranti che utilizano veicoli parcheggiati e abitazioni comuni per celare le sostanze stupefacenti. Negli ultimi mesi, grazie a un accurato lavoro di intelligence, la Squadra Mobile ha potuto monitorare i movimenti di soggetti già noti alle indagini, ottenendo risultati significativi sia in termini di quantità di droga sequestrata sia di denaro reperito.
Le due operazioni hanno messo in luce come gli spacciatori sfruttino tattiche di occultamento sempre più sofisticate: l’uso di prodotti di uso quotidiano per mascherare l’odore, la suddivisione delle scorte in piccoli lotti trasportabili e la creazione di veri e propri spazi di deposito all’interno di abitazioni apparentemente innocue. Gli interventi hanno anche mostrato la capacità delle forze dell’ordine di coordinare perizie, perquisizioni e controlli su più livelli, garantendo tempestività e precisione nell’arresto dei responsabili.
Arresto a Trento: un chilo di cocaina e 900 grammi di hashish sequestrati
Nel quartiere est di Trento, gli agenti hanno intercettato un uomo di origine straniera, già inserito nel fascicolo investigativo, mentre stava armeggiando nel bagagliaio di un’auto ferma lungo una strada residenziale. All’interno del veicolo sono stati trovati sacchi plastici e una borsa frigo colmi di involucri di cocaina e panetti di hashish. Per cercare di mascherare l’odore pungente, il sospetto aveva disposto una confezione di caffè macinato appena aperta accanto alla merce, una tecnica spesso impiegata da chi vende sostanze stupefacenti.
Modalità di occultamento e reperti rinvenuti
La successiva perquisizione dell’appartamento del soggetto ha rivelato un arsenale completo per il traffico: billette di plastica per la pesatura, carta da confezionamento, un quaderno contabile dove venivano annotate quantità, prezzi e clienti, e una consistente somma di denaro distribuita in vari nascondigli, tra cassetti, scaffali e una cassaforte improvvisata. In totale, le forze dell’ordine hanno sequestrato circa un chilogrammo di cocaina e 900 grammi di hashish oltre a 26 000 euro in contanti, denaro identificato come ricavato delle operazioni di spaccio. L’intervento è stato condotto con il supporto di cani antidroga, che hanno confermato la presenza di ulteriori tracce di sostanze stupefacenti nelle zone più nascoste dell’appartamento.
Arresto a Como: mezzo chilo di cocaina trovato sotto il letto di un giovane albanese
Nel capoluogo lombardo, la Squadra Mobile ha concluso un lungo periodo di pedinamenti su un cittadino albanese di 28 anni, privo di permesso di soggiorno e già noto per precedenti penali legati al traffico di stupefacenti. Gli agenti hanno monitorato con attenzione gli spostamenti dell’uomo a bordo della sua auto, registrando brevi soste in diversi quartieri, tipiche di chi consegna piccole dosi a clienti locali. Durante le indagini, è stato osservato il tipico “modus operandi” degli spacciatori itineranti: l’arrivo in punti isolati, lo scambio rapido e la scomparsa immediata.
Operazione di pedinamento e risultati dell’intervento
Il punto di svolta è avvenuto quando, a seguito di un controllo di routine su un potenziale acquirente, la Polizia ha intercettato il 28enne in possesso di 17 dosi di cocaina per un peso complessivo di 9,8 grammi e di €375 in contanti. La successiva perquisizione della sua abitazione ha portato alla scoperta di circa mezzo chilo di cocaina confezionato in due panetti avvolti da nastro adesivo, e di €2 650 nascosti sotto il materasso del letto. Gli investigatori hanno anche rinvenuto piccoli strumenti per il taglio e la confezione della droga, oltre a un registro dove erano annotate le date delle consegne.
Gli arresti hanno portato entrambi i soggetti davanti alle autorità giudiziarie con l’accusa di detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio. I magistrati hanno già disposto la custodia cautelare per i due imputati, evidenziando il pericolo rappresentato dalle loro attività per la sicurezza dei cittadini. Le forze dell’ordine hanno dichiarato che questi casi rappresentano un forte segnale di deterrenza, dimostrando la capacità delle unità investigative di combinarne le risorse investigative con un’efficace azione sul campo, al fine di interrompere le catene di distribuzione della droga nella zona.



