Un’operazione di grande portata, denominata Operazione Aquila Nera è culminata con l’arresto di venti persone e il sequestro di ben 82 chilogrammi di cocaina nelle province settentrionali italiane. L’inchiesta, avviata nel 2021, ha coinvolto diverse autorità tra cui il Comando provinciale dei Carabinieri di Trento, la Procura Distrettuale Antimafia e unità specializzate di Bolzano.
Smantellamento di tre organizzazioni criminali
Le indagini hanno identificato tre distinti gruppi, tutti con radici in Sud America, impegnati nel traffico internazionale di droga. I capi di imputazione includono associazione a delinquere per traffico di stupefacenti e per traffico di migranti clandestini. Durante le perquisizioni, i Carabinieri hanno rinvenuto anche 700 grammi di cocaina aggiuntiva e 70 grammi di hashish, confermando la capacità logistica delle bande di gestire più flussi di droga contemporaneamente.
Il percorso della cocaina: dal Perù e Paraguay all’Italia
Secondo le ricostruzioni, la cocaina veniva prodotta in Perù e Paraguay per poi transitare attraverso la Spagna, punto di snodo cruciale prima di raggiungere il Nord Italia. Il sequestro ha compreso carichi di 60 kg catturati in Paraguay e 8 kg in Perù, destinati al mercato italiano. Una parte della droga era destinata alla trasformazione in crack, incrementando il pericolo per le comunità locali.
Le 1.300 cessioni ricostruite
L’indagine ha documentato più di 1.300 cessioni di sostanze stupefacenti, dimostrando un network capillare di distribuzione che andava dal traffico di grossi lotti fino alla vendita di piccole dosi nelle città del Trentino-Alto Adige e del Veneto.
Il traffico di migranti lungo la rotta balcanica
Parallelamente al traffico di droga, le stesse organizzazioni gestivano un giro di migranti clandestini provenienti dalla Siria. Nel dicembre 2022, due indagati sono stati fermati in Slovacchia mentre trasportavano quindici persone; ciascuno aveva pagato 700 euro per l’ultimo tratto del viaggio, effettuato tramite autocarri noleggiati nella Provincia di Trento e attraversando Ungheria e Austria.
Estorsione a Verona e Trento
Un episodio particolarmente grave emerso dalle indagini è stato il sequestro di una persona a scopo di estorsione, avvenuto a marzo 2023 tra Verona e Trento. La vittima, indebitata per sostanze stupefacenti, è stata minacciata da due dei sospetti, dimostrando la dimensione violenta dell’organizzazione.
Il ruolo dei Carabinieri e i risultati dell’operazione
Per portare a termine il raid, hanno partecipato 121 carabinieri, supportati dal Terzo nucleo elicotteri di Bolzano e dalle unità cinofile di Laives. Oltre alle attività di sequestro, le forze dell’ordine hanno effettuato numerose perquisizioni domiciliari, rinvenendo ulteriori piccole quantità di droga. L’ordinanza di custodia cautelare è stata emessa dal giudice di indagini preliminari di Trento su richiesta della Procura Antimafia, confermando la gravità dei reati di associazione a delinquere per traffico internazionale di droga e migranti.



