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Sparatoria a Villazzano Tre: il mitra di padre e figlia fermato a Verona

Padre e figlia di Bolzano, armati di mitra, hanno colpito la Torre 13 di Trento; l’attacco, catturato da video, ha portato al loro arresto per tentato omicidio.

Sparatoria a Villazzano Tre: il mitra di padre e figlia fermato a Verona

Sabato pomeriggio, una coppia di sinti originaria di Bolzano, padre e figlia appena maggiorenni, ha lasciato la propria abitazione in via Sassari per dirigersi verso la zona sud di Trento. Il percorso li ha condotti fino a Villazzano Tre, dove, secondo le ricostruzioni delle forze dell’ordine, hanno sferrato una sparatoria contro la Torre 13, edificio residenziale del quartiere Madonna Bianca.

Il fuoco ha colpito il muro del primo piano e le finestre dei piani superiori, ma per puro caso non c’erano abitanti nelle abitazioni al momento dell’attacco. I residenti hanno riferito di aver udito una raffica di colpi mentre i sistemi di videosorveglianza dell’edificio hanno registrato diversi istanti dell’azione bellica.

Dettagli dell’attacco alla Torre 13

Le immagini ottenute dalle telecamere di cctv mostrano un individuo e una ragazza, entrambi con felpe scure, che puntano un mitra verso le facciate dell’edificio. Parallelamente, la figlia ha filmato con il proprio telefonino le fasi più violente dell’agguato generando un materiale probatorio cruciale per le indagini. Nessuna persona è stata ferita, ma la timida tranquillità del quartiere è stata profondamente scossa dalla sensazione di pericolo.

Arresto, imputazioni e indagini

Le autorità hanno proceduto all’arresto dei due sospetti, trasferendoli al carcere di Montorio, Verona. Entrambi sono ora imputati per tentato omicidio e porto abusivo d’arma da fuoco. L’operazione è stata convalidata dalla Giustizia di Pace, che ha autorizzato il fermo e la permanenza in detenzione preventiva.

Perché è stato cercato il mitra

Il mitra usato nella sparatoria non è stato recuperato sul luogo del fatto. La Polizia ha avviato una ricerca estensiva nella zona di Villazzano Tre e nei quartieri limitrofi, avvalendosi di analisi balistiche e di testimonianze. Gli accertamenti scientifici dovranno ricostruire la sequenza dei colpi e determinare con precisione il ruolo di ciascuno dei due autori.

Contesto familiare e conseguenze

Le indagini indicano un movente di faida familiare. L’obiettivo dell’attacco sarebbe stato un uomo di 39 anni, anch’egli di origine sinti, attualmente agli arresti domiciliari per una condanna legata a rapine a sportelli bancomat. All’uomo era stato revocato il contratto di locazione da parte dell’Istituto di Edilizia Abitativa Pubblica per motivi di ordine e sicurezza pubblica, alimentando ulteriore tensione tra le due famiglie.

Gli abitanti della Torre 13 hanno espresso preoccupazione per la sicurezza del quartiere, chiedendo un rafforzamento della sorveglianza e misure preventive. La Procura di Trento ha dichiarato che continuerà a monitorare la situazione, mantenendo aperte le indagini per scoprire eventuali complici e per garantire che il mitra venga sequestrato al più presto.

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