11 Ottobre 2026 🌤 18°

CGIL, CISL e UIL chiedono interventi concreti per industria e salari

CGIL, CISL e UIL lanciano un avviso di emergenza: non basta più spendere, bisogna far crescere l'industria e alzare i salari in Trentino.

CGIL, CISL e UIL chiedono interventi concreti per industria e salari

Al termine dell’assemblea annuale di Confindustria, le tre principali organizzazioni sindacali italiane – CGILCISL e UIL – hanno espresso un forte allarme sul risultato economico del Trentino. Nonostante le ingenti risorse del Pnrr gli investimenti pubblici su opere e la spinta verso l’attrattività turistica, la regione registra una crescita dello zero virgola, una situazione che i sindacati definiscono inaccettabile.

Le tre sigle hanno invitato la Provincia a sfruttare il margine concesso dall’autonomia per trasformare i soldi pubblici in risultati concreti. In un contesto in cui l’inflazione erode il potere d’acquisto dei lavoratori, le richieste non si fermano alle parole: occorrono azioni rapide e mirate per rilanciare l’economia e migliorare le condizioni occupazionali.

Rallentamento della crescita nonostante gli investimenti pubblici

“Nonostante le risorse del Pnrr, gli investimenti in opere pubbliche, i soldi pubblici per l’attrattività turistica, il Trentino cresce dello zero virgola“, hanno ribadito i sindacati in una nota congiunta. La constatazione è chiara: i fondi messi a disposizione non si sono tradotti in un impulso reale al capitale produttivo locale. La mancanza di un aumento strutturale della produzione sta penalizzando sia le imprese sia i lavoratori, che assistono a una stagnazione salariale mentre i costi della vita continuano a salire.

Priorità sindacali: industria, energia e abitazione

Le richieste di CGIL, CISL e UIL si articola​no in tre assi fondamentali. Prima di tutto, chiedono un contenimento dei costi energetici ritenuti un ostacolo centrale alla competitività delle imprese trentine. Secondariamente, puntano su trasferimento tecnologico e innovazione con l’obiettivo di attrarre capitali privati e creare una filiera produttiva ad alto valore aggiunto. Infine, segnano l’emergenza abitativa come fattore critico per la capacità del territorio di trattenere e attrarre talenti.

Energia e competitività

Le organizzazioni sindacali hanno sottolineato la necessità di misure urgenti per ridurre il prezzo dell’energia, sostenendo che una politica energetica più favorevole è il primo passo per rendere l’industria trentina più competitiva a livello nazionale e internazionale.

Innovazione e capitale privato

Il trasferimento di tecnologie avanzate e la creazione di incentivi per gli investimenti privati sono visti come leve essenziali per trasformare il modello produttivo locale. I sindacati hanno invitato la Provincia a collaborare con il piano Trentino 2040 per definire strategie di lungo periodo che favoriscano la ricerca, lo sviluppo e la start-up culture.

Abitazione e capacità attrattiva

L’emergenza abitativa, secondo i sindacati, limita la capacità della regione di trattenere i lavoratori qualificati. Una risposta concreta in quest’ambito, come la realizzazione di nuove soluzioni abitative a prezzi accessibili, potrebbe migliorare la competitività territoriale e stimolare ulteriori investimenti.

Richiesta di aumento salariale immediato

Il tema dei salari è stato posto al centro del dibattito. Dopo il patto sui salari dello scorso anno, i sindacati chiedono una nuova stagione di contratti decentrati sostenendo che la logica dei “due tempi” – prima gli investimenti e poi l’aumento dei salari – deve essere definitivamente abbandonata. “Su questo fronte non siamo più disponibili ad attendere oltre” hanno dichiarato le tre sigle, ribadendo la necessità di rialzare il potere d’acquisto dei lavoratori senza ulteriori ritardi.

Solo così il Trentino potrà tradurre le risorse del Pnrr in crescita reale e sostenibile.

Continua sull'app Le notizie della tua città, in tempo reale.
Apri nell'app

Trento adesso

ACCADUTO OGGI
Curiosità storiche legate al 11 Ottobre