24 Settembre 2026 ☀ 16°

Il cammino del Trentino Alto Adige da Casere a Tempesta: l’impresa di Simone e Francesco

due amici trentini hanno ideato un percorso inedito attraverso il Trentino Alto Adige: 270 km da Casere a Tempesta in otto-nove giorni, gestendo caldo, rifornimenti e l'accoglienza incontrata lungo la strada

Il cammino del Trentino Alto Adige da Casere a Tempesta: l’impresa di Simone e Francesco

Due giovani amici stanno attirando l’attenzione sui social con un’idea semplice ma originale: creare e percorrere un cammino che attraversi il trentino alto Adige dalla punta più settentrionale a quella più meridionale. A guidare questa impresa sono Simone Sommadossi, 25 anni, e l’amico Francesco Toller; partendo da Casere in Valle Aurina, hanno messo a punto un tracciato nuovo che li porta fino a Tempesta, sul Garda.

La genesi dell’itinerario e la preparazione

La decisione di affrontare la traversata nasce da una passione condivisa per la montagna e per le sfide all’aria aperta: entrambi vantano esperienze su ferrate e camminate impegnative, ma questa volta hanno voluto andare oltre e «inventare» un percorso che mettesse in relazione le diverse anime del territorio. In circa due mesi hanno pianificato un percorso di 270 chilometri da coprire in otto-nove giorni, con uno zaino che supera i dieci chilogrammi a causa della tenda e dell’attrezzatura necessaria per le soste notturne.

Logistica e numeri della traversata

Dal punto di vista pratico, la gestione di cibo e acqua è stata cruciale: hanno stimato una spesa giornaliera di circa 20-30 euro a persona per viveri e medicinali, e hanno seguito i consigli del nutrizionista Danilo Cestone per l’alimentazione in movimento. Il piano prevede piccoli spuntini ogni 40 minuti e un apporto idrico che si aggira intorno ai 5-6 litri al giorno, quantità ritenute fondamentali soprattutto durante le giornate più calde.

Imprevisti, accoglienza e vita on the road

Come spesso accade in percorsi di più giorni, gli imprevisti non sono mancati: in Val Badia si sono trovati davanti a una valle quasi deserta per via di una festività locale e hanno dovuto ridistribuire tappe e rifornimenti per trovare punti di ristoro. Tuttavia, la componente umana ha bilanciato le difficoltà: molti abitanti li hanno incontrati sul cammino, offrendo ristoro o addirittura un letto, e numerosi messaggi su Instagram hanno trasformato il viaggio in un’esperienza collettiva.

Il ruolo della comunità e dei social

L’uso dei social è stato duplice: da un lato ha dato visibilità al progetto, dall’altro ha facilitato incontri spontanei lungo il percorso. Ci sono stati giorni in cui per percorrere un solo chilometro hanno impiegato più tempo del previsto perché molte persone volevano fermarli e scambiare due parole. Questa attenzione ha reso la traversata meno solitaria e ha evidenziato come un itinerario locale possa trasformarsi in un racconto condiviso.

Prospettive future e idee per nuove sfide

Con la conclusione della traversata già all’orizzonte, i due amici stanno già riflettendo sulle prossime imprese. Le ipotesi includono la ripetizione dello stesso tragitto ma su due ruote, con l’obiettivo ambizioso di completarlo in un solo giorno, oppure una sfida ancora più estesa: una traversata a piedi dell’intera penisola italiana. Queste idee mostrano come l’attuale esperienza sia vista non come un punto di arrivo, ma come il primo passo di una serie di progetti sempre più ambiziosi.

Il valore dell’esperienza oltre il record

Al di là della performance fisica, il valore principale dell’impresa risiede nella scoperta del territorio e nell’incontro con le persone: ogni tappa è servita per apprezzare paesaggi diversi, ascoltare storie locali e testare la capacità di adattamento a condizioni variabili. Per Simone, che a diciotto anni sentiva il desiderio di andarsene dalla regione, il cammino è diventato anche un modo per riscoprire una terra che si rivela sorprendente ad ogni passo.

In conclusione, la traversata da Casere a Tempesta è un esempio di come un’idea semplice possa trasformarsi in un progetto concreto grazie a una preparazione attenta, al supporto di professionisti come il nutrizionista e alla generosità delle persone incontrate lungo la strada. Che la prossima meta sia in bici o una sfida nazionale, il cammino di Simone e Francesco continua a ispirare chi cerca un legame più profondo con il territorio.

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