Nella mattinata del 31 maggio 2026 un’escursionista di circa vent’anni è stata protagonista di un grave incidente mentre percorreva il sentiero 321 in direzione di Cima delle Stellune, nella catena del Lagorai. A quota approssimativa di 2.000 metri la donna ha perso l’appoggio su un tratto innevato e ha precipitato per diverse decine di metri lungo un canale molto ripido, riportando condizioni critiche al momento del ritrovamento.
La chiamata d’emergenza al 112 è partita intorno alle ore 9 da alcuni escursionisti testimoni dell’incidente. Immediatamente è stata attivata la rete di soccorso e richiesto l’intervento dell’elicottero, mentre le Stazioni del Soccorso Alpino e Speleologico di Val di Fiemme e Bassa Valsugana si sono messe a disposizione in piazzola per le operazioni.
L’intervento di elisoccorso
Il velivolo del soccorso ha raggiunto la zona indicata, orientandosi anche grazie ai segnali convenzionali forniti da un escursionista presente in loco. Una volta localizzata la persona ferita il team ha proceduto con il verricello per calare il tecnico di elisoccorso insieme all’équipe sanitaria. L’uso combinato di competenze tecniche e mediche ha permesso di stabilizzare la giovane direttamente sul posto.
Stabilizzazione e condizioni dell’infortunata
I soccorritori hanno trovato la donna in stato di incoscienza e, dopo le prime manovre di rianimazione e protezione delle vie aeree, le hanno applicato le misure necessarie per il trasferimento in sicurezza. L’operazione ha incluso l’immobilizzazione e la preparazione per il verricello finale che ha permesso di issare l’escursionista a bordo dell’elicottero senza esporre ulteriormente la vittima a movimenti bruschi.
Coordinamento tra squadre e logistica
Durante le operazioni l’elicottero ha effettuato una sosta a Tesero per imbarcare due operatori aggiuntivi della Stazione Val di Fiemme, i quali hanno fornito supporto nelle fasi più delicate del recupero. Nel frattempo, altri componenti delle stazioni si sono posizionati in piazzola e si sono poi diretti a valle a piedi una volta concluso l’intervento.
Ruolo dei testimoni e importanza della segnalazione
L’intervento si è avvalso della collaborazione degli escursionisti presenti, che hanno dato indicazioni fondamentali per localizzare il punto della caduta. Questo episodio sottolinea l’importanza di saper comunicare in modo chiaro con i soccorsi e di conoscere i segnali convenzionali utilizzati in montagna per facilitare il ritrovamento.
Trasferimento e prognosi
Dopo essere stata stabilizzata sul posto, la giovane è stata elitrasportata d’urgenza all’ospedale Santa Chiara di Trento per accertamenti e cure specialistiche. Le informazioni diffuse dai soccorsi indicano che il trasferimento in ospedale è avvenuto in codice di massima urgenza, condizione che ha permesso di attivare tempestivamente i reparti competenti per il trattamento di traumi da caduta in ambiente montano.
Prevenzione e consigli per gli escursionisti
Incidenti come questo richiamano l’attenzione su alcune buone pratiche: scegliere percorsi adeguati al proprio livello, equipaggiarsi con calzature e dispositivi adatti per la neve, verificare le condizioni meteorologiche e la presenza di neve o ghiaccio sul tracciato, e non sottovalutare il rischio di canali ripidi o versanti esposti. Il rispetto delle norme di sicurezza e la prudenza restano strumenti essenziali per ridurre il pericolo.
Osservazioni finali
Il recupero dimostra l’efficacia del sistema integrato di emergenza in montagna: rapide comunicazioni, coordinamento tra elisoccorso e stazioni di soccorso alpino, e la professionalità degli operatori hanno consentito di portare l’infortunata in ospedale in tempi brevi. Continueranno gli accertamenti sulle dinamiche dell’incidente e, quando possibile, verranno comunicati aggiornamenti sulle condizioni cliniche della giovane.



