Nel primo pomeriggio dell’11 giugno 2026, poco dopo le 13, un passante ha lanciato l’allarme per una persona segnalata come galleggiante nelle acque dell’Isarco all’altezza del Ponte Roma a Bolzano. La chiamata ha attivato una vasta risposta operativa che ha coinvolto diversi corpi e unità specializzate.
Le squadre dispiegate hanno operato con urgenza lungo il corso d’acqua, estendendo le ricerche anche a valle a causa della conformazione dei fiumi: poiché l’Isarco confluisce nell’Adige pochi chilometri a sud del luogo dell’interventoogni punto a valle è stato considerato potenzialmente rilevante per le operazioni di ricerca e recupero.
Chi ha operato sul luogo e come sono state coordinate le ricerche
All’intervento hanno preso parte il Vigili del Fuoco di Bolzano con la loro squadra di soccorso fluvialeil gruppo sommozzatori dei pompieri volontari e il gruppo di Bolzano del Soccorso Acquatico alto adige. Sul posto è stato inoltre impiegato l’elicottero di emergenza Pelikan 1 per supportare le operazioni aeree e coordinare le ricerche dall’alto. La Questura ha inviato agenti di polizia per la gestione della zona e per il coordinamento con le altre forze.
Contestualmente, è stato predisposto un presidio sui ponti a valle: “Contemporaneamente, le forze di intervento hanno presidiato tutti i ponti situati a valle” per evitare spostamenti non autorizzati e per osservare possibili segnali lungo il corso d’acqua. Alla ricerca hanno partecipato anche i pompieri volontari dei comuni vicini, nello specifico: VadenaEgnaLaghetti e Salornorafforzando il dispositivo con personale e mezzi di supporto.
Ritrovamento e accertamenti sul posto a Mover
Le operazioni di ricerca si sono concluse nel territorio comunale di Vadenain località Moverdove la persona è stata individuata nelle acque e recuperata a riva. Secondo quanto emerso dalle prime informazioni, si tratterebbe di una donna. Sul posto i soccorritori hanno constatato il decesso della persona recuperata; le cause e le dinamiche dell’accaduto restano in fase di chiarimento da parte delle autorità competenti.
Il recupero ha visto l’impiego coordinato di unità acquatiche e personale specializzato: l’intervento dei sommozzatori dei pompieri volontari è stato fondamentale per operare in sicurezza nel tratto fluviale, mentre il Soccorso Acquatico Alto Adige ha offerto supporto con equipaggi e attrezzature specifiche per la ricerca in acqua.
Elementi procedurali verificati
Dopo il recupero, le autorità hanno avviato i normali accertamenti per chiarire le circostanze del decesso. Sul luogo dell’intervento sono state svolte le attività di rito da parte della Questura e dei corpi di soccorso, incluse le verifiche sul percorso dell’acqua e l’ispezione dei punti di ritrovamento. Le operazioni tecniche e la messa in sicurezza dell’area sono proseguite fino alla chiusura delle attività operative.
Il dispiegamento tempestivo e la collaborazione tra diversi enti di soccorso testimoniano l’importanza di avere procedure consolidate per gli incidenti fluviali: l’azione congiunta di vigili del fuoco, sommozzatori e pompieri volontari ha permesso di agire rapidamente lungo un tratto di fiume che, per la sua conformazione, richiede misure di ricerca estese.


