Una giornata che è stata insieme racconto, festa e momento istituzionale ha segnato il cinquantesimo anniversario dell’Associazione provinciale per i minori (Appm) nella sede di via Manzoni a Trento. L’evento ha richiamato amministratori, operatori e cittadini, offrendo una fotografia vivida del ruolo che l’associazione ha sviluppato nel corso di cinque decenni: dalle prime intuizioni a proposte concrete di supporto per minori e famiglie. La presenza della Torcia del Cinquantesimo ha simbolicamente unito i territori della provincia, raccogliendo volti e storie che raccontano l’impatto sul tessuto sociale locale.
Nel corso della mattinata è intervenuto l’assessore provinciale alla salute, politiche sociali e cooperazione, Mario Tonina, che ha sottolineato il valore strategico di Appm per il sistema di welfare trentino. Il suo intervento ha richiamato l’attenzione su temi quali la risposta alle fragilità emergenti tra i giovani, la necessità di percorsi integrati e il partenariato con il Terzo settore. Il ricordo di Paolo Cavagnoli, fondatore e guida per oltre quarant’anni, ha chiuso la parte commemorativa con un lungo applauso, a testimonianza della riconoscenza per un percorso costruito insieme.
Un servizio radicato e orientato all’inclusione
L’Appm ha sviluppato nel tempo una rete di servizi che accolgono ogni anno centinaia di minori in contesti educativi e protetti, affiancando famiglie e istituzioni. Questo lavoro include progetti di educazione al lavoro, laboratori e iniziative finalizzate all’autonomia sociale dei giovani, pensati per offrire non solo assistenza ma percorsi di inclusione che restituiscano dignità e prospettive. L’associazione rappresenta oggi un patrimonio collettivo, capace di tradurre valori in interventi pratici e di promuovere una visione preventiva dei bisogni sul territorio.
L’approccio ai minori in situazione di vulnerabilità
Nel dibattito emerso durante la manifestazione è stato più volte ribadito che rispondere alle fragilità richiede visione e integrazione: non bastano misure assistenziali isolate, ma servono percorsi di accompagnamento che coinvolgano scuola, servizi sociali, sanità e lavoro. L’assessore Tonina ha insistito sulla necessità di leggere in anticipo le esigenze dei ragazzi in marginalità, promuovendo progettualità condivise e sinergie tra enti. Questo modello intende rafforzare il ruolo del Terzo settore non solo come erogatore di servizi ma come attore attivo nella programmazione territoriale.
Il quadro istituzionale e le presenze
Alla giornata commemorativa hanno partecipato rappresentanti delle istituzioni locali e provinciali: oltre all’assessore Tonina, erano presenti la presidente Paola Maccani, il direttore generale Paolo Romito, il presidente del Consiglio comunale Claudio Soini e la vicesindaca e assessora alla cultura, sport e scuola Elisabetta Bozzarelli. Tra gli altri intervenuti figuravano la vicepresidente del Consiglio provinciale Mariachiara Franzoia, il direttore amministrativo di Asuit Rosa Magnoni, il direttore del Servizio governance clinica Emanuele Torri, il direttore del Distretto sanitario est Enrico Nava e la dirigente generale dell’Agenzia provinciale per la coesione sociale Miriana Detti. La compresenza di queste figure ha rafforzato il carattere collaborativo dell’iniziativa.
Collaborazioni e sinergie
La rete che sostiene Appm mette in relazione enti pubblici e soggetti del Terzo settore, favorendo scambi di competenze e progettualità integrate. Nel corso della manifestazione sono emersi esempi concreti di lavori condivisi: percorsi di formazione al lavoro, interventi di sostegno psicologico e attività educative pensate per il reinserimento sociale. Tali esperienze confermano l’importanza di un approccio multidisciplinare che combini risorse sociali, sanitarie e formative per offrire risposte efficaci ai bisogni complessi.
La memoria, le attività e il coinvolgimento della comunità
Parte della giornata è stata dedicata alla memoria del fondatore Paolo Cavagnoli, figura che ha guidato l’associazione per quattro decenni e alla cui opera è attribuita gran parte dell’identità di Appm. Il tributo a Cavagnoli è stato accompagnato da momenti di festa: il taglio della torta per il cinquantesimo, una serie di stand informativi, laboratori rivolti ai cittadini e spazi in cui gli utenti dei servizi hanno potuto raccontare le proprie esperienze. Questo format ha trasformato l’anniversario in una vera e propria fiera del territorio, con l’obiettivo di far dialogare comunità, professionisti e istituzioni.
Conclusa la manifestazione, rimane la fotografia di un’associazione che continua a crescere e a rinnovarsi pur mantenendo saldi i propri principi originari: l’attenzione ai minori, l’impegno per le famiglie e la volontà di costruire percorsi di cittadinanza attiva. L’evento ha sancito non soltanto i cinquant’anni trascorsi, ma anche la prospettiva di ulteriori sfide condivise, con la comunità e le istituzioni chiamate a proseguire un lavoro fondato su inclusione, professionalità e progettualità integrata.



