La Procura di Bolzano ha avviato, nel 2024, un’indagine mirata a smantellare un traffico di sostanze illecite che coinvolgeva diverse regioni del Nord-Est e del Sud Italia. L’operazione, affidata al Nas di Trento è stata condotta in stretta collaborazione con le forze locali di Napoli, Caserta, Pavia e Milano, nonché con la Sezione Criptovalute di Roma. Dopo mesi di monitoraggi, intercettazioni telefoniche e analisi di flussi finanziari, le autorità hanno operato una serie di 17 decreti di perquisizione pericolosamente distribuiti su un territorio che spaziava dal pianura campana al cuore della Lombardia. Il risultato è stato un sequestro su ampia scala che ha portato alla luce una rete criminale organizzata in maniera sofisticata.
Le indagini hanno individuato due nuclei familiari – uno composto da quattro membri, l’altro da due – che, grazie al supporto di una decina di collaboratori, gestivano quotidianamente la spedizione di centinaia di chilogrammi di farmaci anabolizzanti e altre sostanze stupefacenti. Per mascherare le consegne, gli autori impiegavano app di messaggistica anonima e creavano mittenti e destinatari fittizi inscatolando le droghe in prodotti apparentemente innocui, come giocattoli per bambini o cosmetici. I pagamenti venivano effettuati in criptovalute o in contante infilato all’interno dei pacchi, rendendo di fatto molto difficile tracciare il flusso economico. Questo modello operativo ha consentito alla rete di distribuire i prodotti sia sul territorio nazionale – con particolare focus sull’Alto Adige – sia all’estero.
Sequestro di oltre 400mila dosi nascoste in confezioni comuni
Il colpo più significativo è avvenuto in un ampio box situato nella provincia di Napoli, appartenente a uno dei principali indagati. All’interno sono stati rinvenuti 560 pacchi contenenti più di 400.000 dosi di anabolizzanti e sostanze stupefacenti, travestite da giocattoli per l’infanzia, prodotti di bellezza e articoli per la casa. Gli esperti hanno valutato il valore di mercato di quel carico in almeno 30 milioni di euro un importo che dimostra l’entità del mercato clandestino gestito dalla rete. Le confezioni, apparentemente indistinguibili da quelle commerciali, sono state preparate con l’obiettivo di sfuggire ai controlli doganali e alle ispezioni ordinarie, sfruttando la credibilità delle etichette di consumo per trasportare illegalità.
Altri depositi individuati nel Pavese
Nel frattempo, gli accertamenti a Pavia hanno portato al ritrovamento di un magazzino contenente 4.400 confezioni di anabolizzanti per un valore stimato di circa 250.000 euro. Accanto al prodotto, gli agenti hanno sequestrato 42.000 euro in contanti, presumibilmente destinati a finanziare ulteriori operazioni della stessa struttura criminale. La scoperta di questo deposito dimostra come la rete avesse diversificato i punti di stoccaggio, scegliendo località strategiche per minimizzare il rischio di individuarne l’intera estensione.
Meccanismi di pagamento e beni immobili sequestrati
Le indagini hanno inoltre rivelato l’uso sistematico di criptovalute per regolare i pagamenti tra i membri della rete, accoppiato a depositi di contante nascosto in pacchi con mittenti e destinatari falsi. Durante le perquisizioni sono stati sequestrati oltre 125.000 euro in contanti, di cui 70.000 attribuiti a un solo indagato, oltre a numerosi orologi di lusso Rolex e carte di debito impiegate per le transazioni. Il Tribunale di Bolzano ha disposto il sequestro preventivo di dodici immobili e dei fondi presenti sui relativi conti correnti, per un profitto illecito stimato intorno a 9 milioni di euro. Tali provvedimenti mirano a impedire la ricostruzione finanziaria della struttura criminale.
Procedimenti giudiziari e custodia cautelare
In totale sono stati identificati sedici soggetti, di cui quindici residenti nella provincia di Napoli e uno in quella di Pavia. La Procura di Bolzano ha richiesto, per undici di loro, la custodia cautelare in carcere o gli arresti domiciliari, provvedimento che dovrà essere convalidato dal giudice per le indagini preliminari presso il Tribunale di Bolzano. Fino a quando non verrà emessa una sentenza definitiva, tutti gli indagati beneficiano della presunzione di innocenza. Le autorità continueranno a monitorare eventuali collegamenti residui, nella speranza di bloccare ulteriori tentativi di traffico di farmaci illeciti.



