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Archiviati madre e zia per morte del bambino a Curon

Mamma e zia potrebbero essere archiviati per la mortale immersione del bimbo a Curon, mentre la difesa richiede chiarezza.

Archiviati madre e zia per morte del bambino a Curon

Il 22 dicembre 2025, un bambino di quattro anni è annegato nella piscina comunale di Curon nell’Alto Adige. Il dramma ha scosso la comunità locale e ha aperto un percorso giudiziario complesso, che ha coinvolto la madre del piccolo e la zia, entrambe sotto accusa di omicidio colposo. Dopo mesi di indagini, la Procura di Bolzano ha depositato l’avviso di conclusione delle indagini, indicando la possibilità di archiviazione per le due donne.

Chiusura delle indagini per omicidio colposo contro madre e zia

Secondo il provvedimento depositato, l’autorità giudiziaria ha valutato i fatti emersi durante le indagini e ha deciso di non avanzare ulteriori accuse contro la madre e la zia del bambino, ritenendo insufficienti gli elementi per sostenere una condanna per omicidio colposo. La decisione è stata presa in seguito a un approfondito esame delle testimonianze, dei rilievi tecnici relativi alle condizioni della struttura e delle dinamiche dell’evento.

Motivazioni della procura

Il fascicolo, redatto dalla Procura di Bolzano evidenzia che la responsabilità dell’incidente non può essere attribuita direttamente alle due indagate, ma rimane una fattore di rischio legato al contesto della piscina. L’autorità ha inoltre sottolineato che la memoria difensiva presentata dalle indagate, sebbene non ancora depositata, potrebbe contribuire a chiarire ulteriormente la posizione delle imputate.

Richieste di archiviazione per bagnino e responsabile della struttura

Nel corso delle prime fasi dell’inchiesta, anche il bagnino presente al momento dell’evento e la responsabile della struttura, di proprietà del Comune erano stati inseriti nel fascicolo. Tuttavia, le indagini hanno successivamente ritenuto non necessario procedere contro di loro, chiedendo l’ archiviazione dei loro nominativi. La decisione riflette la valutazione che il loro operato non sia stato determinante nella tragica immersione del bambino.

Difesa legale e possibile archiviazione del procedimento

Federico Fava, avvocato che rappresenta madre e zia, ha definito la vicenda una “situazione tragica che deve rimanere privata e riservata” chiedendo al giudice di tenere in considerazione le circostanze familiari e la forte emotività del caso. Parallelamente, la pm titolare del fascicolo, Sara Rielli, ha avanzato una richiesta formale affinché vengano interrogati le indagate o, in alternativa, sia consentito il deposito di una memoria difensiva che chiarisca in modo esaustivo la loro posizione.

La pm Rielli ha inoltre specificato di riservarsi la facoltà di chiedere l’ archiviazione del procedimento qualora la difesa fornisse elementi sufficienti a dimostrare l’assenza di responsabilità penale. Il prossimo passo sarà la valutazione da parte del giudice delle richieste avanzate, che determinerà se il caso verrà definitivamente chiuso o se sarà necessario un ulteriore approfondimento.

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