Sabato 12 settembre 2026, i carabinieri di Bressanone hanno eseguito una nuova ordinanza cautelare contro sette persone, collegate a una vasta indagine su furti e traffico di cocaina tra alto adige e province confinanti. L’operazione rappresenta un nuovo capitolo nella lotta contro la criminalità organizzata nella regione.
L’indagine, avviata nella primavera del 2025, ha portato alla luce tre distinti gruppi criminali, uno dei quali strutturato come associazione per delinquere. Le attività illecite si estendevano tra le province di Bolzano, Trento e Belluno, coinvolgendo sia furti in strutture ricettive che spaccio di sostanze stupefacenti.
L’organizzazione dei furti
Il primo gruppo criminale, considerato il più strutturato, operava principalmente in provincia di Bolzano, estendendo le proprie attività anche a Trento e Belluno. Secondo gli investigatori, sono stati accertati 65 episodi di furto aggravato ai danni di strutture ricettive e abitazioni private. Questo gruppo disponeva di una rete logistica organizzata con basisti, veicoli e strumenti utilizzati per compiere i colpi. I proventi illeciti venivano poi trasferiti in Albania da dove i componenti del gruppo si muovevano secondo un vero e proprio pendolarismo criminale.
Furti e spaccio di cocaina
Il secondo gruppo era coinvolto sia nei furti che nello spaccio di cocaina. Sono stati ricostruiti 10 episodi di furto e un’attività continuativa di spaccio di cocaina, particolarmente redditizia nella zona del Meranese e nelle valli limitrofe. La conoscenza del territorio, acquisita anche attraverso impieghi stagionali occasionali come la raccolta delle mele, rappresentava uno degli elementi di forza del gruppo.
Il mercato della cocaina a Bressanone
Il terzo gruppo, con base operativa a Bressanone, occupava una posizione rilevante nel mercato locale della cocaina. Durante le indagini sono stati sequestrati complessivamente circa tre chili lordi di cocaina oltre a diverse cessioni documentate. Questo gruppo condivideva due componenti con il primo sodalizio, dimostrando una perfetta conoscenza del territorio e un’elevata capacità organizzativa.
Le misure cautelari
Il provvedimento cautelare, emesso il 9 settembre dal GIP del Tribunale di Bolzano su richiesta della Procura, ha disposto quattro custodie cautelari in carceredue arresti domiciliari e un obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria. Al momento, quattro di questi provvedimenti sono stati eseguiti.
L’operazione odierna si inserisce in un’attività investigativa di lungo periodo, rappresentando la prosecuzione diretta del blitz di luglio. Secondo quanto sottolineato dall’Arma, l’obiettivo è colpire sia la criminalità predatoria sia il traffico di cocaina nelle località turistiche e residenziali del territorio.



