La pubblicazione da parte del quotidiano Domani, datata 27 maggio 2026, di due screenshot estratti da un gruppo WhatsApp ha acceso una polemica politica a Trento. Le immagini mostrerebbero commenti ritenuti antisemitici e offensivi rivolti alla comunità ebraica, scritti in una chat non ufficiale a cui partecipavano esponenti locali riconducibili al partito Fratelli d’Italia.
Subito dopo la pubblicazione sono arrivate le prese di distanza ufficiali e le repliche, con l apertura di un confronto che coinvolge istituzioni locali, dirigenti di partito e opposizioni nazionali. Sul tavolo restano questioni pratiche come l individuazione della fonte degli screenshot e la possibilità di provvedimenti interni, oltre al nodo più ampio della tenuta del dibattito pubblico su temi sensibili.
Il contenuto della chat e i protagonisti
Stando agli elementi pubblicati, il gruppo, denominato in modo collegato alla fase congressuale locale, conteneva 14 partecipanti tra membri interni ed esterni al partito. Tra i nominativi apparsi nei resoconti compaiono personalità locali come Cristian Zanetti, Daniele Demattè, Silvia Farci ed Emilio Giuliana, figura esterna ma attiva nella vita politica trentina. Le conversazioni avrebbero preso di mira una foto che ritrae il giornalista David Parenzo insieme a Francesco Barone, scatenando una serie di battute e commenti che alcuni media hanno giudicato gravemente offensivi verso la comunità ebraica.
Reazioni dei diretti interessati
I coinvolti hanno reagito in modi diversi: alcuni hanno bollato la pubblicazione come una manovra diffamatoria e hanno annunciato azioni legali per tutelare la propria immagine, altri hanno ammesso la gravità dei toni ma contestato la decontestualizzazione dei messaggi. È emersa inoltre la ricerca della cosiddetta talpa, vale a dire dell autore degli screenshot, poiché la fuga di contenuti interni è stata indicata come elemento aggravante dalle persone finite al centro della vicenda.
Risposta politica e istituzionale
La presidente provinciale di Fratelli d’Italia, Francesca Gerosa, ha preso le distanze e ha precisato di non essere a conoscenza dei contenuti della chat, definita non ufficiale. A livello nazionale la segretaria del Partito Democratico, Elly Schlein, ha chiesto che la presidente del Consiglio Giorgia Meloni condanni pubblicamente quanto emerso e che vengano adottati provvedimenti. Altri esponenti delle opposizioni hanno chiesto chiarimenti immediati, parlando di fatti «gravissimi e inquietanti».
La voce del municipio e le polemiche
Anche il sindaco di Trento, Franco Ianeselli, è intervenuto sui social per commentare l accaduto, sottolineando come il linguaggio e i pregiudizi emersi nella chat siano inaccettabili. Il caso ha dunque assunto un profilo non solo politico ma anche istituzionale, con la città che assiste a una polarizzazione delle reazioni e ad un confronto aspro tra schieramenti.
Il dibattito pubblico e le critiche sugli equilibri di partito
Accanto alle richieste di condanna e alle possibili iniziative disciplinari, si è sviluppato un dibattito più ampio sulla strumentalizzazione politica di vicende private. Un editoriale locale ha definito l episodio una «tempesta in un bicchiere d acqua», mettendo in luce esempi e comportamenti criticabili anche su altre aree politiche e denunciando una certa ipocrisia nelle reazioni. Questo contrappunto ha alimentato il confronto sull opportunità di misurare le responsabilità individuali e collettive senza perdere di vista il problema più ampio dell antisemitismo nella società.
Cosa può accadere adesso
I prossimi passi prevedono controlli interni nel partito, possibili sanzioni disciplinari e l avvio di verifiche legali da parte di chi si ritiene danneggiato dalla diffusione degli screenshot. Sul piano politico resta aperta la richiesta di chiarimenti da parte della leadership nazionale e la necessità di bilanciare la tutela della privacy delle conversazioni con la responsabilità pubblica di chi ricopre ruoli istituzionali.
Al di là degli sviluppi immediati, il caso ha riacceso la discussione sul ruolo delle chat private nella vita politica contemporanea e sulla necessità di regole condivise per arginare linguaggi d odio e forme di discriminazione. Il tema rimane sensibile e richiede risposte che vadano oltre la contingenza, per evitare che episodi analoghi si ripetano e per riaffermare il rifiuto di ogni forma di antisemitismo.



