Il Trentino sta vivendo una trasformazione climatica senza precedenti. Secondo l’ultimo Indice di Vivibilità Climatica 2026, Trento e Bolzano sono tra le città italiane più colpite dal cambiamento climatico con un peggioramento significativo delle condizioni meteorologiche.
L’analisi, basata su 402 milioni di dati raccolti nel 2026, rivela un quadro allarmante per la regione. Trento, in particolare, si trova al 106esimo posto su 108 capoluoghi, mentre Bolzano, pur resistendo meglio, è scesa al 54esimo posto.
Trento flagellata dalla pioggia e dalle notti tropicali
Trento è stata colpita da un numero eccezionale di giorni piovosi, ben 97 contro una media nazionale di 64. La città ha subito cinque eventi meteo estremi legati a precipitazioni intense, che hanno compromesso significativamente l’indice di vivibilità. Inoltre, Trento ha registrato 15 notti tropicali, dove la temperatura non è scesa sotto i 20 gradi, un fenomeno che fino a pochi anni fa era impensabile.
Il meteorologo Mattia Gussoni ha spiegato che il riscaldamento globale sta avendo un impatto drammatico sulla regione. “Trento è andata decisamente male, con un crollo verticale rispetto all’anno scorso. La piovosità eccezionale e gli eventi meteo estremi hanno peggiorato la situazione”, ha dichiarato.
Bolzano tra caldo africano e inverni senza neve
Bolzano, pur essendo in una posizione migliore rispetto a Trento, non è immune ai cambiamenti climatici. La città ha registrato 20 giorni di caldo africano con temperature superiori ai 34 gradi, e 15 notti tropicali. Inoltre, il numero di giorni di gelo è drasticamente diminuito, passando da una media di 70-80 anni fa a soli 37 nel 2026.
“Il surriscaldamento del fondo valle dell’Adige sta creando un microclima particolare”, ha spiegato Gussoni. “In estate, la conca si scalda rapidamente e l’escursione termica tra massime e minime si sposta su valori sempre più alti. Questo fenomeno è strettamente connesso alle ondate di calore estive, che stanno diventando sempre più frequenti e intense.”
Minaccia per il turismo alpino
Il cambiamento climatico sta mettendo a rischio anche il modello turistico alpino. La neve cade a quote sempre più elevate e dura meno, riducendo le finestre temporali per sciare. “L’Europa si sta riscaldando a una velocità doppia rispetto al resto del mondo”, ha affermato Gussoni. “Sotto le Dolomiti, il problema non è la siccità, ma l’impatto sul turismo invernale è ormai evidente.”
L’analisi ha anche evidenziato il fenomeno delle isole di calore urbano con differenze fino a 5 gradi tra i centri cittadini e le campagne limitrofe. “Più cemento significa più caldo esasperato”, ha concluso Gussoni. “Servono parchi, ciclabili e aree verdi urbane per mitigare l’impatto di un clima che è già radicalmente cambiato.”



