Il sabato 7 novembre il piccolo comune di Palù del Fersina, noto anche come Palai en Bersntol, ha ospitato una cerimonia simbolica per restituire alla popolazione i frutti di un progetto finanziato dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR). Il programma, intitolato “La forza della minoranza: rinascita di un borgo di matrice germanica a sud delle Alpi”, è stato realizzato dal Comune insieme alla Provincia autonoma di Trento nell’ambito della Linea A del Piano Nazionale Borghi del Ministero della Cultura.
Un investimento di 20 milioni di euro per 39 interventi concreti
Il finanziamento complessivo ammonta a 20 milioni di euro, distribuiti su 39 interventi che hanno toccato settori differenti: infrastrutture viarie, servizi pubblici, turismo culturale e sviluppo economico. Tra le opere più costose figurano l’allargamento delle strade provinciali SP 8 e SP 135 (2 046 347 €) e la creazione di un sistema di ospitalità diffusa (1 761 790 €). Altri progetti includono la costruzione di un nuovo agriturismo con stalla e caseificio (1 358 100 €) e l’allestimento dell’edificio dell’Istituto Culturale Mòcheno (1 224 000 €). Tutti i dettagli sono riportati nella scheda degli interventi, che mostra una distribuzione equilibrata tra lavori di infrastruttura e attività culturali.
Le tre direttrici: identità, cultura e turismo
Il piano è stato articolato lungo tre assi strategici. Primo, il miglioramento della abitabilità della valle: ampliamento delle carreggiate, nuove piazze, sistemi di illuminazione e reti idriche per i masi sparsi. Secondo, la valorizzazione dell’identità linguistica mòchena, con la creazione di Innaus, spazio espositivo parte del progetto “Arca delle lingue”, e la catalogazione di oltre 400 oggetti e 500 neologismi nella lingua locale. Terzo, la promozione turistica: percorsi ciclo-escursionistici, festival “LUFT!” previsto per maggio 2026 e una strategia di marketing regionale.
Inaugurazioni simboliche e parole dei protagonisti
Durante la mattina è stata aperta la nuova piazza del paese, arricchita dall’intervento artistico “Desnatureza 8” di Henrique Oliveira, curata da Arte Sella. L’edificio Pfòrr, destinato a ospitare uffici comunali e una sala per il TG in lingua mòchena, è stato anch’esso presentato. Il presidente della Provincia autonoma di Trento, Maurizio Fugatti, ha ricordato che la decisione di destinare i 20 milioni di euro al territorio è stata presa “immediatamente”, sottolineando l’importanza delle minoranze linguistiche per l’identità trentina. Il sindaco Franco Moar ha chiuso il discorso ringraziando tutti i partecipanti e ha definito il risultato “un germoglio da coltivare per le generazioni future”.
Riconoscimenti istituzionali
Alla cerimonia hanno partecipato anche la presidente dell’Istituto Culturale Mòcheno Patrizia Bocher, il presidente della Comunità Alta Valsugana e Bersntol, e i sindaci dei comuni limitrofi. Tra gli ospiti di rilievo vi erano il presidente del Consiglio provinciale Claudio Soini e la senatrice Elena Testor, che hanno evidenziato il valore del progetto per la conservazione della lingua e dell’autonomia culturale. Le parole di tutti gli intervenuti hanno ribadito che gli investimenti non rappresentano solo una fine, ma l’avvio di una nuova fase volta a fermare lo spopolamento del territorio.
Impatto economico e prospettive future
Il progetto ha sostenuto quattro imprese locali, tre delle quali di nuova costituzione, e ha previsto la creazione di ulteriori attività, tra cui un agriturismo con punto vendita, un rifugio (Sette Selle) dotato di impianto fotovoltaico e un nuovo bando agricolo per la bonifica dei terreni. Queste iniziative mirano a generare occupazione e a rendere Palù del Fersina un luogo attraente per le giovani famiglie. Già negli ultimi anni sono state registrate nuove residenze, segnale positivo per la continuità demografica del borgo.
La conclusione del programma PNRR dimostra che un investimento mirato può trasformare una piccola comunità di montagna, rafforzando la sua identità culturale, migliorando le infrastrutture e aprendo nuove opportunità economiche. Il modello di cooperazione tra Comune, Provincia, enti culturali e cittadini potrà servire da riferimento per altri territori trentini che affrontano sfide analoghe.



