7 novembre 2026 ☁ 9°

Trentino: crescita 0,7% e sfide per esportazioni e lavoro

Il Trentino registra una crescita contenuta dello 0,7% nel primo semestre 2026, con turismo in aumento ma esportazioni e lavoro in calo.

Trentino: crescita 0,7% e sfide per esportazioni e lavoro

Il Trentino ha vissuto un andamento economico moderato nel primo semestre del 2026. L’indicatore trimestrale dell’economia regionale (ITER) della Banca d’Italia mostra una variazione reale del prodotto interno lordo (PIL) pari allo 0,7 % rispetto allo stesso periodo del 2025. Parallelamente, la provincia di Bolzano ha registrato un 1,0 % di crescita, mentre a livello nazionale il valore si attesta allo 0,9 %. I dati riflettono un quadro dove i volumi di produzione avanzano, ma la spinta resta contenuta.

Il contesto è stato sostenuto principalmente da tre leve: un consumo interno in lieve ripresa, un flusso turistico più intenso e un modesto miglioramento del reddito disponibile delle famiglie. Inoltre, gli investimenti pubblici hanno svolto un ruolo di stabilizzatore, contribuendo alla domanda aggregata. Tuttavia, due elementi hanno frenato il potenziale di crescita: la flessione delle esportazioni e una debole accumulazione di capitale privato, che riducono la capacità di investimento a lungo termine.

Performance del PIL e fattori trainanti

Il crescere del PIL del 0,7 % è stato alimentato dalla combinazione di consumi familiari leggermente più alti e da una crescita dell’arrivo dei turisti. Le presenze turistiche sono aumentate del 4,4 % rispetto al primo semestre 2025, con incrementi sia tra i visitatori italiani sia tra quelli stranieri. Questo risultato ha favorito settori come ristorazione, alberghiero e servizi di trasporto. Parallelamente, il reddito disponibile delle famiglie è salito dello 0,8 % in termini reali, grazie a una lieve crescita salariale e a minori imposte dirette.

Consumi, turismo e investimenti pubblici

I consumi hanno beneficiato del più alto potere d’acquisto, con la spesa delle famiglie a valori costanti aumentata dello 0,5 %. L’incremento dei investimenti pubblici – in particolare in infrastrutture stradali e ferroviarie – ha sostenuto la domanda aggregata, compensando in parte la debolezza del settore estero. Tuttavia, la pressione inflazionistica del secondo trimestre ha attenuato l’effetto positivo dei redditi, rendendo più difficili le spese discrizzionali.

Settori in evoluzione: industria, commercio e immobiliare

L’attività industriale ha mostrato segnali di miglioramento, con la ripresa dei fatturati delle imprese trentine evidenziata dall’indagine Sondtel della Banca d’Italia. Il comparto manifatturiero ha registrato un aumento dei ricavi dello 0,7 % rispetto al 2025, mentre in Alto Adige più dell’80 % delle aziende prevede stabilità o crescita. Nonostante ciò, le esportazioni si sono ridotte dell’1,4 % in termini reali in entrambe le province, con un calo nominale dell’1,0 % in Trentino.

Il mercato immobiliare residenziale ha continuato a salire, con le quotazioni in aumento del 4,2 %, in linea con la media nazionale (4,6 %) ma distante dal trend alpino del 7,8 % registrato in Alto Adige. Nel terziario, i ricavi sono cresciuti soprattutto nei settori dei trasporti, del commercio all’ingrosso e dei servizi alle imprese. In Alto Adige, la spinta è più marcata nei servizi di alloggio e ristorazione e negli impianti di risalita, segmenti legati al turismo di montagna.

Credito, occupazione e reddito delle famiglie

Il credito al settore produttivo ha iniziato a rinsaldarsi: il valore dei prestiti è sceso solo dello -0,9 % a giugno 2026, rispetto al -2,3 % di dicembre 2025. Il calo riguarda soprattutto la manifattura e le costruzioni, mentre i servizi hanno registrato un incremento. I prestiti alle medie e grandi imprese sono rimasti stabili, ma quelli destinati a piccole aziende continuano a diminuire. Il costo medio del credito è leggermente più alto: il tasso per liquidità è ora del 4,7 %, mentre quello per nuovi investimenti si aggira al 4,0 %.

L’occupazione ha subito una flessione dello 0,9 % nella provincia di Trento, interrompendo tre anni di crescita costante. La perdita è concentrata tra i lavoratori autonomi, mentre l’occupazione dipendente è rimasta invariata. Di conseguenza, il tasso di disoccupazione è salito al 2,4 %, contro l’1,5 % di Bolzano e il 5,6 % nazionale. Parallelamente, i prestiti alle famiglie sono cresciuti del 3,0 %, con un’espansione del credito al consumo del 5,5 % e dei mutui per l’acquisto di abitazioni del 3,2 %. Il costo medio dei nuovi mutui è aumentato modestamente, mentre la qualità del credito è rimasta elevata: la quota di prestiti deteriorati è stabile allo 0,8 % e la loro incidenza sul totale è scesa al 2,1 % rispetto al 2,4 % di fine 2025.

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