Il 6 novembre 2026, durante la puntata di Quarto Grado condotta da Gianluigi Nuzzi su Retequattro, Andrea Sempio ha risposto alla notizia della decisione della Procura di Pavia di richiedere il rinvio a giudizio. “Paura no, tensione sì”, ha dichiarato, sottolineando che il momento è delicato ma che spera di comparire in aula il più presto possibile.
Il caso risale al 13 agosto 2007, quando la 26-enne Chiara Poggi fu trovata morta nella cantina di una villetta in via Pascoli, Garlasco. Dopo una prima chiusura delle indagini, la Procura ha riaperto il fascicolo, eliminando la precedente imputazione di Alberto Stasi e concentrandosi su Sempio, allora ventiduenne.
Richiesta di rinvio a giudizio da parte della Procura di Pavia
Il capo dei pubblici ministeri, Fabio Napoleone, ha comunicato che la richiesta di rinvio a giudizio è stata inviata al Giudice dell’udienza preliminare. L’accusa si fonda su un caposaldo di prova che include il DNA estratto dalle unghie di Poggi, compatibile con la linea paterna di Sempio, e l’impronta palmare del sospetto trovata nella stanza adiacente al luogo del ritrovamento del corpo.
Ricostruzione dei fatti: colluttazione, colpi e morte
Secondo il fascicolo della Procura, la serata è iniziata con una colluttazione in cui Sempio avrebbe colpito la vittima con un corpo contundente, prima al volto e poi allo zigomo destro, facendola cadere a terra. Successivamente, la trascinò verso la porta della cantina; quando Poggi cercò di rialzarsi, ricevette altri 3-4 colpi alla testa, perdendo i sensi. Infine, il sospetto la spinse lungo le scale e, pur già incosciente, le inflisse altri 4-5 colpi al cranio posteriore, provocando gravi lesioni che causano il decesso.
Le lesioni documentate ammontano a almeno 12 colpi al cranio e al volto, configurando un omicidio aggravato dalla crudeltà e da motivi abietti, legati al rifiuto da parte della vittima di un approccio sessuale. L’accusa descrive quindi un atto di estrema violenza, con “crudele efficienza” nel numero e nella gravità dei colpi.
Reazioni di Sempio e della difesa
Sempio, attraverso la sua difesa rappresentata da Liborio Cataliotti e Angela Taccia, ha già manifestato la volontà di affrontare la fase processuale davanti al GUP, sostenendo la propria innocenza. La difesa ha dichiarato di essere pronta a contestare ogni elemento probatorio, dalla ricostruzione dei fatti alla qualificazione giuridica, e ha lasciato aperta la possibilità di chiedere la sospensione del procedimento in attesa della decisione di revisione sul caso di Alberto Stasi.
Nel frattempo, i familiari Poggi hanno ribadito il rispetto per la magistratura, riconoscendo le difficoltà di ricostruire fatti avvenuti a quindici anni di distanza, ma hanno anche lamentato il lungo iter giudiziario che ha tenuto la loro tragedia sotto i riflettori per più di un decennio.
Il contesto giudiziario: Alberto Stasi e le prospettive future
Alberto Stasi, condannato a 16 anni per lo stesso delitto, sta per terminare la pena detentiva e ha già presentato due istanze di revisione, respinte dalla Corte d’Appello di Brescia. La difesa di Sempio intende utilizzare la decisione sulla revisione di Stasi come possibile precedenza per chiedere una sospensione del procedimento attuale, valutando anche un eventuale ricorso alla Corte Costituzionale.
La Procura di Pavia non ha modificato la sua posizione, mantenendo intatta la qualificazione di omicidio volontario pluriaggravato. Ora la vicenda si avvia verso il giudizio di merito, dove verranno esaminate le prove forensi, le testimonianze e le eventuali contraddizioni emerse nei mesi di indagine.
Il caso Poggi, risalente a più di venti anni fa, torna nuovamente al centro dell’attenzione giudiziaria. Il futuro di Andrea Sempio dipenderà dalle decisioni del GUP, ma la tensione rimane alta per tutte le parti coinvolte.



