6 Ottobre 2026 ☁ 13°

Controlli straordinari a Pergine dopo l’episodio del 30 maggio: cosa cambia

Dopo la rissa del 30 maggio a Pergine Valsugana, il Comitato provinciale per l'Ordine e la Sicurezza Pubblica ha stabilito controlli settimanali coordinati, rinforzi delle forze dell'ordine e l'uso dell'ex asilo nido per alloggi e uffici, con un investimento stimato di circa 1 milione di euro.

Controlli straordinari a Pergine dopo l’episodio del 30 maggio: cosa cambia

Nella seduta del Comitato provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica tenutasi a pergine valsugana e presieduta dal Commissario del Governo Isabella Fusielloi rappresentanti delle istituzioni locali hanno ridefinito misure operative immediate dopo la rissa avvenuta il 30 maggio che ha visto l’impiego di un’ascia. Alla riunione erano presenti anche il presidente della Provincia autonoma di Trento Maurizio Fugatti e il sindaco di Pergine Valsugana Marco Morelliinsieme ai vertici territoriali delle forze dell’ordine.

Il quadro statistico presentato conferma che Pergine, terzo centro urbano del Trentino con circa 22.000 abitanti, mantiene livelli di criminalità contenuti: i dati preliminari del 2026 registrano un calo dei furti rispetto al 2026 e, nell’ultimo anno, sono stati conteggiati appena 3 episodi di rapina. Tuttavia le istituzioni hanno rilevato una discrepanza tra i dati oggettivi e la percezione di insicurezza dei cittadini, amplificata dall’impatto visivo della rissa di fine maggio.

Piano operativo immediato coordinato dalla Questura

Per ridurre la percezione di rischio e aumentare la presenza visibile dello Stato, è stato varato un piano straordinario di controllo del territorio coordinato dalla Questura. Il programma prevede verifiche con cadenza settimanale, servizi modulati in funzione del calendario degli eventi estivi e l’impiego articolato di risorse: pattuglie di rinforzo dell’Arma dei Carabinieriunità di supporto della Polizia di Stato e della Guardia di Finanzanonché l’ausilio delle unità cinofile provenienti da Trento. Verrà coinvolta in modo massiccio anche la Polizia Locale Intercomunaleche opera su un bacino comprensivo di CaldonastroCalceranicaVignola-Falesina e Tenna.

Equilibrio tra presidio e quotidianità

Nel definire la strategia operativa, il presidente Fugatti ha sottolineato la necessità di non creare allarme permanente: “L’approccio sarà rigoroso ma proporzionato” e, come ha aggiunto, evitare che la risposta delle istituzioni dia l’impressione di “un’emergenza continua“. L’obiettivo è incrementare la presenza nelle ore pomeridiane e serali, senza ricorrere a una militarizzazione eccessiva del centro, così che “La vigilanza sarà costante e sostenibile” e i cittadini non percepiscano un abbandono quando termineranno i servizi straordinari.

Intervento logistico: l’ex asilo nido come presidio misto

Sul fronte strutturale, è stato effettuato un sopralluogo sull’immobile dell’ex asilo nido di Pergine Valsugana, un edificio in ristrutturazione di circa 1.000 metri quadrati complessivi. Il progetto prevede di destinare circa 700 metri quadrati agli uffici dei lavori pubblici e 300 metri quadrati a camerate e alloggi di servizio per il personale dell’Arma dei Carabinieri, con l’intento di favorire una presenza più stabile e turni di servizio più estesi.

Per completare gli interventi edilizi si è stimata la necessità di un investimento aggiuntivo pari a circa 1.000.000 di euro. Sulla copertura finanziaria la Provincia ha espresso disponibilità: “La Provincia farà la sua parte per sostenere gli investimenti necessari sul piano logistico“, ha dichiarato Fugatti, ringraziando al tempo stesso il Commissario del Governo e tutte le forze dell’ordine per la collaborazione operativa immediata.

Nel corso dell’incontro è emersa anche una valutazione sulle cause della momentanea carenza di presidio nelle fasce orarie serali e notturne: la Polizia Locale Intercomunale garantisce servizi su un vasto territorio, con inevitabili momenti di diradamento in singoli centri. L’azione coordinata con le forze statali vuole dunque colmare tale gap, valorizzando la vicinanza alla sede provinciale di Trento per interventi tempestivi e unità di supporto.

Le misure approvate si sviluppano quindi su due fronti concreti e verificabili: maggiori controlli a breve termine e potenziamento logistico per la presenza stabile delle forze dell’ordine. Le istituzioni insistentemente hanno ribadito che l’episodio del 30 maggio è considerato grave e straordinario rispetto al contesto locale, e che la risposta sarà calibrata per offrire sicurezza senza alimentare una sensazione di crisi permanente.

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