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Dalla missione in Africa al brindisi italiano di Ferrari Trento

Camilla Lunelli intreccia avventure africane, radici trentine e la passione per il Chardonnay in un racconto familiare unico

Dalla missione in Africa al brindisi italiano di Ferrari Trento

Nel panorama della letteratura enologica italiana, il nuovo volume di Camilla Lunelli si distingue per la sua originalità. Intitolato Un’arte di famiglia. Storia di un sogno diventato il brindisi italiano per eccellenza il libro non è solo una cronaca aziendale, ma un affascinante intreccio di esperienze personali, impegni umanitari e testimonianze di una dinastia che ha saputo trasformare un sogno del 1902 in un simbolo di eccellenza internazionale.

Il filo conduttore dell’opera parte da una visione nata più di un secolo fa, per poi attraversare continenti e generazioni, arrivando al presente con la voce di chi ha vissuto in prima persona la tensione tra responsabilità familiare e missioni di sviluppo globale. In questo articolo si analizzano i due poli che costituiscono il nucleo della narrazione: le radici storiche di Ferrari Trento e il percorso di Camilla Lunelli dalla cooperazione africana al ritorno tra le colline trentine.

Il sogno di Giulio Ferrari e la nascita di Ferrari Trento (1902)

Nel 1902, Giulio Ferrari concepisce un progetto audace: produrre in Trentino un vino capace di confrontarsi con i più pregiati champagne mondiali. Per realizzare questa ambizione, si dedica alla diffusione del vitigno chardonnay su scala nazionale, introducendo una pratica allora poco diffusa nei vigneti italiani. La sua idea non trova subito consensi, ma grazie a una serie di investimenti e a una visione a lungo termine, la piccola cantina di famiglia inizia a guadagnare riconoscimento. Decenni di lavoro duro, sostenuti dalla passione di suo figlio Bruno e dagli zii, trasformano il sogno originale in una realtà commerciale solida, ponendo le fondamenta di quello che oggi è noto come Ferrari Trento.

Il percorso di Camilla Lunelli: dall’Africa al Trentino

Molti lettori avrebbero potuto aspettarsi una semplice cronaca d’impresa, ma Camilla Lunelli sceglie di aprire le pagine del suo libro con un capitolo trascorso in Africa. Dopo la laurea, si impegna in missioni umanitarie per le Nazioni Unite e collabora con una ONG per la cooperazione allo sviluppo operante tra il Niger e l’Uganda. Quei tre anni di lavoro sul campo le consentono di sviluppare un “occhio sulla realtà”, una frase che ricorre più volte nel volume per descrivere la capacità di distinguere ciò che è realmente importante da ciò che è superfluo.

Il ritorno in Italia avviene in un momento cruciale della sua vita personale: la nascita dei figli. L’autrice spiega che la maternità ha rafforzato il legame con la storia di famiglia, offrendole una prospettiva intima su come i valori tramandati da Giulio Ferrari possano convivere con le sfide contemporanee. “Vita personale e professionale si fondono quindi profondamente con la memoria e la storia della nostra impresa”, afferma a ANSA. Questo legame è la spinta che la porta a raccogliere testimonianze, documenti d’archivio e aneddoti finora poco noti, creando un racconto che si muove tra passato, presente e futuro.

La terza generazione al timone

Il volume dedica ampio spazio alla cosiddetta terza generazione a cui appartiene stessa Lunelli, ora vicepresidente di Ferrari Trento. La nuova leadership si presenta con la consapevolezza di dover preservare la tradizione, ma anche di innovare in un mercato sempre più globale. Il libro sottolinea come il team attuale sia “capace e motivato”, pronto a mantenere viva la visione di Giulio Ferrari mentre si confronta con le sfide ambientali e le richieste di un consumatore più attento alla sostenibilità.

Un elemento peculiare dell’opera è la scelta di pubblicare un libro cartaceo, descritta dall’autrice come “un’opera lenta sia da realizzare sia da leggere”. In un’epoca dominata dalla velocità digitale, Lunelli intende offrire al lettore un’esperienza tattile che rispecchi la solidità dei vigneti trentini: un archivio vivo, non sterile, che continua a nutrire le decisioni future dell’azienda.

La combinazione di ricordi di missioni umanitarie, la storia del primo champagne italiano e la visione della terza generazione rende il libro una lettura indispensabile per chiunque voglia comprendere il valore culturale e imprenditoriale di Ferrari Trento.

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