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Due morti sospette a Perugia e Trento: le indagini in corso

Due tragedie hanno colpito l'Italia in queste ore: a Perugia un uomo è stato trovato morto in casa, mentre in Trentino un escursionista è precipitato per 30 metri.

Due morti sospette a Perugia e Trento: le indagini in corso

Due tragedie hanno colpito l’Italia nelle ultime ore, spezzando la vita di due uomini di 47 anni in circostanze diverse. A Perugia, un uomo è stato trovato senza vita nella sua abitazione in centro storico, mentre in Trentino un escursionista ha perso la vita precipitando per circa 30 metri durante un’escursione.

Le indagini sono in corso per ricostruire l’accaduto e comprendere le dinamiche di queste due tragedie che hanno scosso le comunità locali.

Perugia: un uomo trovato morto in casa, si sospetta un’overdose

Nella notte tra il 30 e il 31 agosto, i familiari di un uomo di 47 anni hanno dato l’allarme non riuscendo a mettersi in contatto con lui. I vigili del fuoco di Perugia sono intervenuti intorno alla mezzanotte e mezzo nell’appartamento in via della Gabbia, dove hanno trovato il cadavere dell’uomo.

I carabinieri della Compagnia di Perugia hanno subito avviato i primi accertamenti. Dagli elementi raccolti nell’abitazione, le indagini propendono per un decesso collegato all’assunzione di droga, anche se non sono escluse altre piste. La notizia è in aggiornamento mentre le autorità continuano a investigare.

Trento: escursionista precipita per 30 metri durante un’escursione

Un uomo trentino di 47 anni ha perso la vita dopo essere caduto per circa trenta metri durante un’escursione in direzione Cima Marzola, nella zona di Vigolo Vattaro, sopra Trento. La moglie, non vedendolo tornare all’ora concordata, ha chiamato il 112 intorno a mezzogiorno.

Il soccorso alpino e speleologico di Levico e Trento, attivato dalla centrale di emergenza, insieme ai vigili del fuoco e all’elisoccorso, è riuscito a localizzare l’escursionista grazie alla geolocalizzazione del suo smartphone. Le squadre di soccorso hanno raggiunto il luogo della caduta attraverso il verricello, ma l’uomo era già deceduto per i traumi riportati.

Le operazioni di recupero del corpo si sono concluse intorno alle 16 del pomeriggio di domenica. Secondo le ricostruzioni, l’escursionista sarebbe precipitato accidentalmente per circa trenta metri.

Le operazioni di soccorso e recupero

L’allarme è scattato poco prima di mezzogiorno, quando la moglie, preoccupata per il mancato rientro, ha contattato il Numero unico per le emergenze 112. L’escursionista era uscito per una passeggiata con l’intenzione di raggiungere la cima Marzola e aveva comunicato alla donna che sarebbe tornato a casa entro le 10.

La Centrale unica di emergenza ha attivato la stazione di Levico del Soccorso alpino e speleologico Trentino, preallertando anche quella di Trento-Monte Bondone. Un aiuto decisivo per restringere l’area delle ricerche è arrivato dalla geolocalizzazione dell’iPhone dell’uomo, che ha permesso di ottenere delle coordinate indicative.

Verso quel punto si sono quindi mosse le squadre di terra, assieme ai vigili del fuoco locali. Nel frattempo è stato richiesto anche l’intervento dell’elicottero, con a bordo personale del Soccorso alpino e l’équipe sanitaria, che ha sorvolato la zona sotto cima Marzola. A individuare l’escursionista sono state infine le squadre di terra.

Raggiunto il punto, l’équipe sanitaria è stata verricellata sul posto, ma per l’uomo non c’era ormai più nulla da fare: il medico ha potuto soltanto constatarne il decesso. Concluse le ricerche, sono iniziate le operazioni per il recupero e il trasporto della salma, terminate intorno alle 16.

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