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Incidente al decollo sul Monte Tallone: morto un uomo in parapendio

Un lancio in parapendio in Val Ridanna si è trasformato in tragedia: un uomo di 32 anni è precipitato per circa 100 metri poco dopo il decollo e non ce l'ha fatta nonostante l'intervento dei soccorsi.

Incidente al decollo sul Monte Tallone: morto un uomo in parapendio

La mattina del 27 maggio 2026 una missione che doveva essere una normale uscita in montagna si è chiusa con una tragedia in Val Ridanna. Un uomo altoatesino di 32 anni, la cui identità non è stata resa nota, ha perso la vita in seguito a un lancio col parapendio. Secondo le ricostruzioni iniziali l’incidente è avvenuto subito dopo il decollo, quando la vela o l’assetto del pilota hanno smesso di consentire un volo controllato. Il compagno di volo ha dato l’allarme e i soccorsi si sono attivati immediatamente.

L’impatto è stato particolarmente violento: le fonti concordano su una caduta di circa 100 metri, ma nelle prime comunicazioni sono emerse anche differenze sulle quote precise del punto di lancio. In queste ore gli inquirenti stanno svolgendo accertamenti per chiarire la dinamica e le cause che hanno portato al distacco dall’assetto di volo. I fatti si sono svolti in un contesto montano noto per i lanci, con un’area di decollo segnalata tra le quote che variano nelle cronache.

La dinamica dell’incidente

Da quanto è stato possibile ricostruire, i due piloti si trovavano in prossimità del Monte Tallone per il lancio; subito dopo il distacco dal terreno uno dei due è precipitato. Il volo si è interrotto pochi istanti dopo il decollo e la traiettoria ha portato alla caduta su un versante roccioso. Il compagno ha assistito alla scena ed è stato lui a contattare i numeri di emergenza, fornendo le coordinate approssimative del luogo. Nei primi minuti successivi è stata attivata la macchina dei soccorsi e sono arrivate le prime unità sul posto, ma purtroppo il personale sanitario non ha potuto fare altro che constatare il decesso.

Quote e punti di riferimento

Le prime note dei cronisti e dei testimoni indicano quote differenti per il punto di lancio: alcune fonti parlano di circa 2.300 metri, altre segnalano la quota di 2.669 metri riferita al Monte Tallone o alla Hohe Ferse. Questa discrepanza è riportata dalle comunicazioni iniziali e sarà chiarita nelle fasi successive delle indagini cartografiche e tecniche. L’area, frequentata dagli appassionati di volo libero, presenta più postazioni di lancio e per questo motivo la precisa identificazione della piega o del costone coinvolto è cruciale per le ricostruzioni.

Intervento dei soccorsi

Sul posto sono intervenuti il soccorso alpino di Ridanna-Racines e l’elicottero di emergenza Pelikan 3 con a bordo l’equipe medica. I soccorritori hanno operato con rapidità per raggiungere il punto dell’impatto, valutare la scena e prestare le prime cure, ma le lesioni riportate dalla vittima si sono rivelate incompatibili con la vita. Le procedure di soccorso in montagna hanno seguito i protocolli consolidati per incidenti aerei amatoriali, con l’ausilio dell’elicottero per il trasporto degli operatori e per la ricognizione della zona.

Ruolo dei testimoni e prime valutazioni

Il compagno di volo è stato la fonte primaria di informazioni per i soccorritori e per le forze dell’ordine: la sua testimonianza ha permesso di indicare la dinamica temporale dell’incidente e la posizione approssimativa dell’impatto. Sul posto sono arrivati anche i Carabinieri e la Polizia Locale per i rilievi e per avviare gli accertamenti tecnici necessari a stabilire eventuali responsabilità o fattori esterni, come turbolenze locali o possibili problemi all’attrezzatura. Le autorità manterranno riserbo sull’identità della vittima fino alle comunicazioni ufficiali ai familiari.

Contesto e riflessioni

Incidenti del genere ricordano come il volo libero in montagna comporti rischi elevati nonostante l’esperienza: il parapendio è uno sport che richiede competenze, controllo dell’attrezzatura e attenzione alle condizioni meteorologiche. L’episodio in Val Ridanna riapre il dibattito sulla formazione, sulle verifiche pre-volo e sulle misure di sicurezza adottate dalle scuole e dalle aree di lancio. Restano in primo piano la necessità di indagini precise e la volontà della comunità di montagna di promuovere pratiche che riducano il rischio per gli appassionati.

Le autorità locali proseguiranno con gli accertamenti e con le comunicazioni ufficiali alle parti coinvolte. Nel frattempo la zona è stata raggiunta dai rilievi tecnici e gli operatori del soccorso alpino continueranno a collaborare con le forze dell’ordine per chiarire i dettagli della vicenda e fornire supporto agli eventuali testimoni.

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