Il 23 settembre è stato segnato da una tragica notizia sulla Croda del Becco una delle cime più amate dagli escursionisti che si affacciano sul Lago di Braies. Verso le 13.50, alcuni trekker che transitavano lungo il sentiero della via normale hanno assistito al cedimento di un escursionista tedesco di 66 anni, il quale è scivolato su un tratto impervio del sentiero e si è lanciato in una caduta libera di circa cinquantametri. L’impatto è avvenuto in un profondo avvallamento sul versante settentrionale del lago, un luogo caratterizzato da pareti rocciose e ghiaioni instabili.
La tragedia sulla Croda del Becco: cosa è accaduto
Secondo le testimonianze raccolte dagli escursionisti presenti, l’uomo avrebbe perso l’appiglio mentre cercava di superare una sezione particolarmente scivolosa del sentiero, che si apre verso la Forcella Sora Forno. L’area, situata al confine tra le province di Belluno e Bolzano, è nota per le rapide variazioni di pendenza e per le condizioni meteo mutevoli, fattori che rendono l’escursionismo più delicato. Dopo la caduta, gli alpinisti hanno immediatamente allertato i servizi di emergenza, segnalando la presenza di una persona scomparsa in una zona di difficile accesso.
Il luogo del crollo
Il punto esatto dell’incidente è stato identificato poco dopo grazie alle coordinate fornite dai testimoni e dall’uso di un verricello da 10 metri per avvicinarsi al corpo. Il cadavere è stato rinvenuto in un ghiaione, una zona di massi e pietre di dimensioni variabili tipica dei pendii rocciosi del Parco Naturale di Bolzano. La profondità dell’avvallamento e la morfologia del terreno hanno richiesto l’impiego di tecniche specializzate per il recupero, con l’uso di corde di sicurezza e dispositivi di sollevamento montano.
Operazione di soccorso: elicottero, soccorso alpino e guardia di finanza
Al pronto avviso, la Centrale del 118 ha attivato il elicottero del Suem di Pieve di Cadore che ha decollato immediatamente per raggiungere la zona critica. Parallelamente, è stato allertato il Soccorso Alpino di Cortina e la Guardia di Finanza entrambe con compiti di ricerca, primo soccorso e gestione delle operazioni giudiziarie. Una volta sul posto, l’elicottero ha effettuato un atterraggio di emergenza su una zona pianeggiante adiacente all’avvallamento, permettendo al tecnico di elisoccorso e al personale medico di scendere con l’attrezzatura necessaria.
Recupero del corpo e trasferimento a Dobbiaco
Grazie al verricello da 10 metri e alle competenze dei soccorritori, è stato possibile sollevare il corpo e posizionarlo sull’eliambulanza. Il personale medico nonostante gli sforzi, ha potuto soltanto constatare il decesso dell’uomo. Dopo aver ottenuto il nulla osta dalla magistratura per la rimozione, il corpo è stato trasportato con l’elicottero verso Dobbiaco dove è stato consegnato alla Guardia di Finanza per le successive attività di polizia giudiziaria.
L’incidente ha riacceso il dibattito sulla sicurezza dei percorsi di montagna, soprattutto in zone di transito internazionale come la zona di Braies. Le autorità locali hanno ricordato l’importanza di verificare le condizioni meteo, di equipaggiarsi adeguatamente e di informarsi su eventuali restrizioni o avvisi prima di intraprendere escursioni in ambienti alpini.



