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La storia di Franco Passi, il ragazzo di 15 anni arrestato nel 1944

Franco Passi, 98 anni, ha rivisitato il carcere di Bolzano dove fu imprigionato nel 1944. Una storia di resilienza e memoria.

La storia di Franco Passi, il ragazzo di 15 anni arrestato nel 1944

Il carcere di Bolzano in via Dante ha visto tornare, dopo 82 anni, Franco Passi, un uomo di 98 anni che ha vissuto in prima persona uno dei periodi più bui della storia italiana. Nel gennaio del 1944, all’età di soli 15 anni, Passi varcò per la prima volta quel cancello, arrestato dalle Ss con l’accusa di aver maneggiato materiale pirotecnico e armi incustodite. Oggi, accompagnato dal direttore Giovangiuseppe Monti e dal comandante della polizia penitenziaria Emanuele Bleve, ha ripercorso quei luoghi con emozioni contrastanti.

Un ritorno carico di memoria

La visita di Franco Passi è stata un’occasione unica per riscoprire un pezzo di storia personale e collettiva. Classificato con la sigla Mps (motivi di pubblica sicurezza) e identificato con la matricola 3.349 Passi trascorse sei mesi di prigionia tra il carcere e i lavori forzati per la costruzione del lager di via Resia. Durante la sua permanenza, visse le dure condizioni della detenzione sotto l’occupazione tedesca, i bombardamenti e la vita quotidiana all’interno dell’istituto.

Il documento storico ritrovato

Un momento particolarmente toccante è stato quando Morena Baruffaldi, ragioniera dell’istituto, ha mostrato a Passi l’atto originale di consegna del detenuto del 1944. Questo documento è stato recuperato nell’ambito del progetto di riqualificazione e restauro dei registri storici promosso dalla direzione del carcere. Per Passi, vedere quel foglio ingiallito dal tempo è stato come aprire una finestra sul passato.

La vita nel carcere di Bolzano

Accompagnato tra i corridoi e davanti alle celle, Franco Passi ha ricordato le dure condizioni della detenzione. Ha parlato dei bombardamenti, della vita quotidiana e delle difficoltà che lui e gli altri detenuti dovettero affrontare. Nonostante tutto, ha espresso gratitudine verso gli agenti della polizia penitenziaria per il loro lavoro difficile e per l’accoglienza ricevuta durante la visita.

La storia di Franco Passi è un esempio di resilienza e di come la memoria possa aiutare a comprendere il passato. Il suo ritorno al carcere di Bolzano è stato un viaggio non solo fisico, ma anche emotivo, che ha permesso a lui e a tutti coloro che lo hanno accompagnato di riflettere sull’importanza di non dimenticare.

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