Nel pomeriggio del 06 giu al cimitero monumentale del Verano a Roma è scattata una segnalazione che inizialmente è stata interpretata come un furto. L’azienda che gestisce l’area, Amaha formalizzato una denuncia riferendo che “ignoti hanno danneggiato e rubato” la lapide attribuita all’attore Gigi Proietti. La vicenda ha suscitato immediata attenzione per la notorietà della persona coinvolta e per il luogo monumentale in cui è collocata la sepoltura.
In serata, però, l’episodio ha ricevuto una rettifica ufficiale dalla stessa famiglia dell’attore: la rimozione della lapide non sarebbe stata dovuta a un atto criminale ma a una procedura concordata con l’agenzia funebre competente. La spiegazione indica che la targa è stata prelevata per consentire l’incisione del nome della moglie, Sagitta Altervenuta a mancare il 21 aprilepoiché la coppia è sepolta nello stesso luogo.
Segnalazione di Ama e rilievo delle forze dell’ordine
La prima reazione pubblica è stata quella dell’ente che cura il cimitero: Ama ha depositato una denuncia presso le autorità notificando l’evento e sostenendo che “ignoti hanno danneggiato e rubato” la lapide. L’azienda ha inoltre dichiarato di aver messo a disposizione delle forze dell’ordine “le immagini registrate dal sistema di videosorveglianza”strumento che in genere viene utilizzato per accertare dinamiche e responsabilità in occasioni di furti o danneggiamenti.
Il passaggio formale della denuncia e la consegna delle registrazioni video testimoniano come, in prima battuta, la situazione sia stata trattata come un possibile reato. L’intervento delle forze dell’ordine è servito a verificare i fatti e a confrontare le immagini con le versioni fornite dagli attori coinvolti nella gestione della sepoltura.
Precise chiarificazioni della famiglia e ruolo dell’agenzia funebre
La famiglia di Gigi Proietti ha immediatamente fornito un chiarimento: la lapide era stata rimossa dall’agenzia funebre con l’intento di procedere all’inserimento del nome della coniuge, Sagitta Alterdeceduta il 21 aprile. Secondo questa versione, quindi, non si sarebbe trattato di un furto ma di una normale operazione cimiteriale legata all’aggiornamento della tomba di famiglia.
La precisazione familiare riorienta la lettura dell’accaduto e mette in luce come, in contesti simili, procedure amministrative o interventi tecnici possano essere mal interpretati se non comunicati con tempestività. In questo caso la presenza di una motivazione nota e documentata — la necessità di aggiungere il nome di una persona cara scomparsa — fornisce una spiegazione concreta alla rimozione della lapide.
Il contesto della gestione cimiteriale
Nei cimiteri monumentali, dove si concentrano tombe di rilievo e memoriali pubblici, le operazioni di manutenzione o aggiornamento richiedono spesso il ricorso a imprese funebri e a procedure autorizzative. Il fatto che la coppia sia sepolta nello stesso luogo ha reso logico, dal punto di vista operativo, che la lapide venisse temporaneamente tolta per consentire l’incisione del nuovo nome.
L’intervento dell’agenzia funebre è una prassi consolidata in questi casi, ma l’accaduto mostra come la mancanza di coordinamento o di informazione preventiva verso gli enti di gestione possa generare allarmi inutili e mobilitare risorse delle forze dell’ordine.
Implicazioni e percezione pubblica
La vicenda ha avuto eco anche per il profilo pubblico di Gigi Proiettifigura nota nella cultura italiana, e per la sensibilità che circonda luoghi di memoria come il Verano. Situazioni del genere evidenziano la necessità di procedure più chiare tra agenzie funebrigestori cimiteriali e famiglie, per evitare fraintendimenti che possano indurre a segnalazioni di carattere penale.
Dal punto di vista pratico, la presenza di filmati di sorveglianza e la successiva comunicazione alla polizia hanno permesso di ricostruire l’iter dell’intervento e di chiarire rapidamente la realtà dei fatti: la rimozione è stata eseguita per motivi legittimi e non per sottrazione illecita. Questo chiarimento conferma l’importanza di documentazione e trasparenza nelle operazioni connesse alle sepolture.
Resta centrale, nella gestione di simili episodi, l’equilibrio tra tutela del decoro dei luoghi commemorativi e tempestiva informazione ai soggetti responsabili, per evitare allarmi e interventi non necessari.


