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Liceo «Andrea Maffei» Riva del Garda: problemi e ritardi nei lavori di ampliamento

Il Liceo «Andrea Maffei» di Riva del Garda inizia il nuovo anno scolastico tra dubbi e preoccupazioni. Genitori e studenti chiedono risposte sulla situazione dei lavori di ampliamento.

Liceo «Andrea Maffei» Riva del Garda: problemi e ritardi nei lavori di ampliamento

Il Nuovo anno scolastico 2026-2027 al Liceo «Andrea Maffei» di Riva del Garda è iniziato tra incertezze e silenzi. Un cantiere da 30 milioni di euro fermo da quasi un anno, sta mettendo a dura prova la comunità scolastica. La Consulta dei genitori che rappresenta 2.000 famiglie e il Consiglio dell’Istituzione con 1.500 studenti e docenti chiedono risposte che non arrivano.

Ieri, in occasione del primo giorno di scuola, non c’era traccia di rappresentanti della giunta provinciale, nonostante le richieste dei docenti. Invece, l’apertura dell’anno scolastico è stata l’occasione per denunciare il silenzio della Provincia da parte dei presidenti Roberto Santorum e l’avvocato Andrea Dalponte.

La lettera del 26 maggio e il silenzio delle istituzioni

Il 26 maggio scorso, Santorum e Dalponte avevano inviato una lettera al presidente della Provincia Maurizio Fugatti, all’assessora all’istruzione Francesca Gerosa e alla dirigente dell’istituto di viale Lutti. La lettera evidenziava le criticità del compendio immobiliare a causa del protrarsi dei lavori di ampliamento. Da quel giorno, nonostante i solleciti, non è arrivata alcuna risposta.

«La segreteria del presidente ci ha confermato il ricevimento della Pec che era stata inoltrata all’Apop (l’Azienda provinciale opere pubbliche) la quale avrebbe provveduto a contattarci. Ad oggi, trascorsi più di tre mesi, nessuna chiamata per un incontro» confermano Santorum e Dalponte.

La situazione attuale: aule sparse e mancanze strutturali

Nel documento inviato, Consiglio dell’Istituzione e Consulta dei genitori denunciano la distribuzione degli studenti in diverse sedi: parte nell’edificio storico, parte nel nuovo corpo D, parte nella succursale all’ex ospedale, parte nella sede del Conservatorio e, da quest’anno, anche all’ex compendio Miralago.

«Prosegue l’assenza di laboratori e di aule per le attività complementari nei vari plessi (recuperi, potenziamenti, laboratori per l’inclusione) e la presenza di un’unica palestra» affermano i rappresentanti. Questa situazione costringe professori e studenti a continui spostamenti tra le varie sedi, senza dimenticare la carenza di spazi idonei per i colloqui con le famiglie.

L’abbattimento dell’ala nuova e i problemi del nuovo blocco D

Santorum e Dalponte sollevano anche un altro punto critico: «Sarebbe da chiarire perché nell’estate 2025 modificando i piani originari, è stato deciso di abbattere insieme alla palestra anche l’edificio denominato “ala nuova” che conteneva 15 aule e l’auditorium, poco prima che la società Manelli fermasse i lavori per problemi finanziari.

Possibile che non ci fossero evidenze di questi problemi prima dell’abbattimento che ha privato la scuola dell’utilizzo di 15 aule costringendolo ad avere 5 blocchi separati? E ancora, il nuovo blocco D che dispone di 12 aule, auditorium e palestra, ha da subito evidenziato non pochi problemi in fatto di serramenti, porte antincendio, soffittature, perdite. Inoltre il parcheggio sotterraneo non può essere utilizzato.

La politica è sempre presente e dinamica quando ci sono da supportare opere pubbliche relative a rotatorie, ciclabili, varianti, etc. ma totalmente assente quando i problemi riguardano l’edilizia scolastica.

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