Venerdì 23 ottobre, alle ore 10.00, il Palazzo Grandi Stazioni di Venezia è stato il punto di partenza di una manifestazione profonda: agricoltori, pescatori e allevatori del Veneto si sono riversati nel Piazzale della Stazione di Venezia Santa Lucia per chiedere al governo regionale interventi immediati sul gasolio agricolo e l’adozione di un PNRR europeo dedicato al settore.
Il raduno è stato coordinato da Coldiretti Veneto, che ha presentato una serie di richieste operative, tra cui uno sconto concreto sul carburante, la concessione di crediti agevolati per le imprese e la definizione di un nuovo quadro di finanziamento europeo che superi le risorse attuali della PAC.
Le richieste concrete al governo regionale
Carlo Salvan, presidente di Coldiretti Veneto, ha sottolineato che l’obiettivo principale è ottenere risorse regionali straordinarie volte a ridurre il prezzo del gasolio. “Il caro gasolio sta mettendo in ginocchio le aziende agricole”, ha dichiarato, aggiungendo che senza un sostegno finanziario “non potremo garantire cibo di qualità, sicurezza alimentare e tutela del territorio”.
Tra le proposte avanzate figurano anche facilitazioni creditizie per migliorare la liquidità delle imprese e l’adozione di misure “green” per ridurre la dipendenza energetica. L’assemblea ha invitato sindaci, amministrazioni locali e cittadini a sostenere le istanze, ricordando il ruolo chiave del comparto agroalimentare per l’economia veneta.
Una crisi economica più grave della pandemia
Secondo i dati del Centro Studi Divulga, se i rialzi dei prezzi dell’energia e degli input agricoli osservati nella prima metà del 2026 dovessero persistere, si rischierebbe la perdita di una produzione di cereali capace di alimentare più di 230 miliardi di pasti. Questo scenario colpirebbe soprattutto le economie più povere del mondo.
Gasolio agricolo a livelli record
Dal conflitto in Iran, il prezzo del gasolio agricolo ha quasi raddoppiato. A settembre 2026 la quotazione media mensile ha toccato i 1.561 euro al litro, superando di poco il precedente record di 1.559 euro registrato nel giugno 2022, a seguito dell’invasione russa dell’Ucraina. Per un agricoltore medio, che coltiva circa 11 ettari – la dimensione tipica di un’azienda agricola italiana – ciò significa un incremento di circa 600 euro rispetto a febbraio scorso.
Fertilizzanti, plastica e danni climatici
Il costo dei fertilizzanti ha superato gli 800 euro per tonnellata, mentre anche i materiali plastici hanno visto un’impennata dei prezzi. A questi rincari si aggiungono gli effetti dei cambiamenti climatici: siccità, grandine, incendi e ondate di calore hanno causato danni superiori ai tre miliardi di euro all’agricoltura italiana, secondo le stime di Coldiretti.
Le proposte di Coldiretti a livello europeo
Durante la conclusione del Forum Internazionale dell’Agricoltura e dell’Alimentazione, tenutosi a Roma con il supporto di The European House – Ambrosetti, Gianluca Barbacovi, presidente di Coldiretti Trentino Alto Adige, ha definito la situazione “una crisi più grave della pandemia” e ha chiesto un PNRR agricolo straordinario con risorse aggiuntive rispetto alla PAC.
Ettore Prandini, presidente nazionale di Coldiretti, ha avvertito che la dipendenza europea da materie prime importate è un punto debole che, se non affrontato, aumenterà la vulnerabilità del continente. “Tagliare anche un solo centesimo dalle risorse agricole sarebbe una follia”, ha affermato, sottolineando l’importanza di mantenere finanziamenti stabili per il futuro dell’Unione.
Il segretario generale Vincenzo Gesmundo ha criticato aspramente la “tecnocrazia” dell’Unione, definendola “ostaggio di una burocrazia distante dai cittadini”. Ha chiesto un’Europa che “torni a essere dei popoli, non dei burocrati”, ponendo la sicurezza alimentare al centro delle politiche comunitarie.



