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Modifiche allo Statuto speciale del Trentino-Alto Adige: cosa cambia

La riforma dell'autonomia del Trentino-Alto Adige, pubblicata sulla Gazzetta ufficiale l'8 giugno 2026, entrerà in vigore il 23 giugno. Scopri i dettagli delle modifiche allo Statuto speciale.

Modifiche allo Statuto speciale del Trentino-Alto Adige: cosa cambia

Il 23 giugno 2026 entrerà in vigore la riforma dello Statuto speciale per il Trentino-alto adige/Südtirol. Pubblicata sulla Gazzetta ufficiale numero 130 dell’8 giugno 2026, la legge di riforma costituzionale rappresenta un passo significativo per le Province autonome di Trento e Bolzano.

Dopo la promulgazione da parte del Presidente della Repubblica Sergio Mattarellala pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale ha avviato il conto alla rovescia per l’entrata in vigore della legge, prevista dopo 15 giorni. La riforma, che modifica lo Statuto speciale, introduce importanti novità per le competenze legislative ed amministrative delle Province autonome.

Le principali novità della riforma

La nuova legge costituzionale ripristina le competenze legislative esclusive della Provincia autonoma di Bolzano e ne concede di nuove. Tra le principali modifiche, spicca l’ampliamento del margine di manovra legislativo ed amministrativo, con la rimozione del limite delle norme legislative fondamentali di riforma economico-sociale.

Un altro punto cruciale è la definizione del ruolo di raccordo tra leggi statali e provinciali delle norme di attuazione. Inoltre, la riforma stabilisce una nuova procedura per eventuali modifiche dello Statuto speciale, che ora prevede l’intesa con il Consiglio provinciale e non solo un parere, garantendo i livelli di autonomia acquisiti.

Le prime azioni legislative

Il primo passo, dal punto di vista legislativo, sarà sollecitare l’approvazione da parte del Consiglio dei ministri di schemi di norme di attuazione il cui iter si è interrotto da tempo. Tra questi, ad esempio, ci sono quelle in materia di personale e quella sugli orari degli esercizi commerciali.

Il vertice di Palazzo Widmann

Il ministro per gli Affari regionali e le Autonomie Roberto Calderoli ha celebrato il varo della riforma insieme ai governatori Arno Kompatscher e Maurizio Fugatti durante un incontro a Palazzo Widmann a Bolzano. Il ministro ha definito la riforma una vera rivoluzionesottolineando che le possibilità sono state date e ora tocca alle Province autonome utilizzarle al meglio.

Kompatscher ha ribadito l’importanza dell’autonomia come strumento di autogoverno responsabilericordando che l’Alto Adige esercita le proprie competenze in modo responsabile sin dal 1972. Il governatore ha anche indicato come esempio la competenza sull’ambiente, un settore in cui la Provincia conta di potersi muovere su un terreno finora precluso.

Fugatti, invece, ha letto il voto parlamentare come la prova di una consapevolezza maturata negli anni, sottolineando il valore delle autonomie e la loro capacità di garantire buon governo e sviluppo dei territori.

Le sfide future

Kompatscher ha sottoposto al ministro un’agenda operativa, che include la revisione delle norme di attuazione già vigenti e la presentazione di nuove norme al Consiglio dei ministri. Un fronte delicato riguarda i livelli essenziali delle prestazioni (LEP) e il dibattito sull’autonomia differenziata. Il timore del presidente è che i livelli minimi si trasformino in tetti di spesa, limitando la capacità delle Province di spendere per i cittadini.

Calderoli ha rivendicato un legame quasi genetico con Trentino e Sudtirolo, date le radici familiari altoatesine e il nonno fondatore del Movimento Autonomista Bergamasco. Ha anche riconosciuto le difficoltà iniziali dell’iter, che si è impantanato a causa dell’idea di un’unica grande riforma per tutte le Regioni a statuto speciale. La svolta è stata scegliere la via dei singoli provvedimenti, regione per regione.

La riforma dell’autonomia rappresenta un passo significativo per le Province autonome di Trento e Bolzano, offrendo nuove opportunità e sfide per il futuro. Il 23 giugno 2026 segnerà l’inizio di una nuova era per l’autogoverno responsabile e il sviluppo dei territori.

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