Il 19 settembre 2026, il Paladolomiti di Pinzolo ha ospitato la 55ª edizione del Premio internazionale di solidarietà alpina. L’evento, investito da una forte carica emotiva, ha riunito alpinisti, soccorritori e autorità locali per celebrare gesti di coraggio, generosità e dedizione in ambienti di grande difficoltà.
Durante la cerimonia sono stati consegnati tre importanti riconoscimenti: la Targa d’argento ad Adriano Favre, la Medaglia d’oro alla memoria per Luca Sinigaglia, ed il prestigioso Premio del Presidente della Repubblica a Giuseppe Ciaghi, presidente del Comitato organizzatore. Le parole del febbraio Ciaghi hanno sottolineato l’importanza di “rinforzare il nostro impegno nel riconoscere e premiare il valore universale della solidarietà”.
Adriano Favre e il ritorno della Targa d’argento in Valle d’Aosta
Adriano Favre, guida alpina di Ayas, ha ricevuto la Targa d’argento riportando in Valle d’Aosta un riconoscimento che non arrivava da 36 anni. Con più di cinquant’anni di esperienza alle spalle, Favre ha dedicato la sua vita al Soccorso Alpino distinguendosi per l’uso esperto dei cani da valanga e per programmi di addestramento all’avanguardia. La sua carriera è stata segnata da numerose missioni di salvataggio, dove la precisione tecnica e l’abnegazione hanno salvato numerose vite.
Il riconoscimento dopo tre decenni
Nel 1990 la Targa d’argento era stata assegnata a Pietro Bassi, medico di Courmayeur, considerato pioniere del soccorso in montagna. Il ritorno del premio in Val d’Aosta è stato proposto da Maurizio Dellantonio, presidente del Corpo Nazionale del Soccorso Alpino e Speleologico che ha evidenziato l’impatto di Favre sulla formazione delle nuove generazioni di soccorritori. Durante il discorso, Favre ha reso omaggio alle famiglie dei soccorritori, ricordando che “chi parte in missione porta con sé l’attesa e l’ansia di chi resta a casa”.
L’eroismo di Luca Sinigaglia sul Pik Pobeda
Luca Sinigaglia, alpinista di lunga esperienza, è stato onorato postumo con la Medaglia d’oro alla memoria. Il suo nome è legato a una tragica vicenda avvenuta nell’ sul Pik Pobeda in Kirghizistan, dove ha tentato di soccorrere una collega ferita a oltre 7.000 metri di altitudine. Nonostante le condizioni estreme, Sinigaglia ha continuato la missione fino alla perdita della vita, dimostrando un “gesto di straordinario altruismo e solidarietà”.
Riconoscimento dei familiari e dei rappresentanti locali
Alla consegna della medaglia, i familiari di Sinigaglia hanno ricevuto un omaggio che ha sottolineato il suo “valore di coraggio, generosità e fratellanza della montagna”. Il sindaco di Pinzolo, Michele Cereghini, e Tullio Serafini, presidente dell’Apt Campiglio, hanno ricordato il “popolo della montagna” e hanno evidenziato come gli atti di Sinigaglia incarnino lo spirito stesso del Premio internazionale di solidarietà alpina.
Giuseppe Ciaghi riceve la Medaglia del Presidente della Repubblica
Il terzo riconoscimento della serata è stato la Medaglia del Presidente della Repubblica conferita a Giuseppe Ciaghi, presidente del Comitato organizzatore. Il suo ruolo di coordinatore ha permesso la realizzazione di un evento che, da più di cinque decenni, celebra le eccellenze del soccorso alpino. Ciaghi ha definito il premio “un grande onore” e ha ribadito l’impegno a mantenere viva la tradizione della solidarietà alpina.
Con la consegna di questi premi, la 55ª edizione del Premio internazionale di solidarietà alpina ha confermato il valore di gesti concreti e di una cultura condivisa, dove il rischio personale è messo al servizio del prossimo. La serata, carica di emozioni, ha rimarcato il legame indissolubile tra le montagne, le loro comunità e tutti coloro che operano per la loro sicurezza.



