25 Settembre 2026 ☀ 11°

Rifiuti in alta quota: la denuncia di Alberto Urbani al Passo dello Stelvio

Un fotografo ha immortalato l'abbandono di rifiuti alla Tibet Hütte sul Passo dello Stelvio, denunciando l'inciviltà che deturpa uno dei luoghi più suggestivi delle Alpi.

Rifiuti in alta quota: la denuncia di Alberto Urbani al Passo dello Stelvio

In un angolo di paradiso a quasi 3.000 metri di quota, l’inciviltà umana ha lasciato il segno. Alla Tibet Hütte un rifugio alpino situato in Alto Adige un fotografo ha documentato una scena desolante: lattine, bottigliette, mozziconi di sigaretta e bucce di banana abbandonati sul tavolino esterno e sparsi a terra.

L’autore delle fotografie, Alberto Urbani si trovava sul posto per immortalare il gipeto l’iconico rapace delle Alpi, quando si è imbattuto in questo scenario di degrado. La sua denuncia solleva un allarme sull’inciviltà che, purtroppo, non risparmia nemmeno gli ambienti più incontaminati.

La denuncia di Alberto Urbani

“Ero posizionato dietro alla Tibet Hütte, al Passo dello Stelvio, in attesa di fotografare il gipeto – racconta il fotografo – quando mi sono trovato davanti questa orribile immagine. L’immondizia in quel luogo regna sovrana. La prossima volta che salirò porterò con me dei guanti e tre sacchi per raccogliere tutto.”

Tra i rifiuti presenti, si notano lattine, bottigliette di plastica e di vetro, mozziconi di sigaretta e altri scarti lasciati sia sul tavolino utilizzato dai visitatori sia sul terreno circostante. “Mi dà davvero fastidio vedere tutta quella spazzatura a quasi 3.000 metri – aggiunge Urbani – Con molta probabilità i rifiuti sono stati abbandonati da alcuni turisti o motociclisti che hanno approfittato del punto panoramico per fare una sosta o un picnic.”

Un problema che riguarda tutta la montagna

Nei giorni precedenti, un gruppo di volontari della provincia di Lecco, insieme al Servizio forestale altoatesino e a numerosi partner, è salito sul ghiacciaio dello Stelvio per rimuovere i rifiuti riaffiorati a causa del progressivo arretramento del ghiacciaio dovuto alle alte temperature. Un’iniziativa che ha dimostrato, ancora una volta, come l’impatto umano e le attività antropiche possano lasciare segni evidenti sul territorio e quanto sia importante adottare un approccio il più possibile rispettoso dell’ambiente.

Il problema del degrado in montagna non è nuovo. Spesso, i turisti e gli escursionisti lasciano dietro di sé rifiuti di ogni genere, convinti che la natura possa assorbire tutto. Ma la realtà è ben diversa: gli ecosistemi di alta quota sono delicati e sensibili, e l’abbandono di rifiuti può avere conseguenze gravi per la fauna e la flora locali.

Le radici degli alberi minacciano i marciapiedi di Trento

Non solo in montagna, ma anche in città il degrado avanza. A Trento, i marciapiedi di via Brennero sono in uno stato precario. “Aiuole non ben definite strutturalmente, sterrate, abbandonate, non seminate, non coltivate e piene di erbacce spontanee, escrementi di animali e rifiuti vari che creano una intollerabile situazione di degrado”, denunciano i consiglieri circoscrizionali di Generazione Trento Nicola Vigorito e Luca Geat.

Il problema più grave è rappresentato dal fenomeno del sollevamento delle radici in superficie dei grandi platani. Questi ultimi, pur adornando magistralmente la strada producendo l’agognata frescura, al contempo, a causa delle loro radici, creano crepe e sporgenze pericolose sulla pavimentazione di asfalto per i pedoni, gli anziani e soprattutto per i portatori di handicap lungo tutto il tragitto preso in esame, fino a Piazza Centa.

“È noto che il problema sorge principalmente in ambienti fortemente urbanizzati, come il luogo preso in esame, a causa di una eccessiva cementificazione che produce uno stato di impermeabilizzazione e soffocamento dei suoli, favorendo la risalita delle radici (che cercano acqua, aria, nutrimento) e la successiva destabilizzazione delle pavimentazioni e delle strutture esistenti”, spiegano i consiglieri.

La proposta di Generazione Trento sarebbe rivoluzionaria nell’ambito dell’attuale gestione del verde cittadino. “Sarebbe necessario un intervento di riorganizzazione dell’area ovviamente nell’assoluto rispetto dei platani”, concludono.

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