La Rosetta Verticale Trail Run ha tenuto la sua decima edizione nella suggestiva cornice delle Pale di San Martino di Castrozza, attirando 320 corridori provenienti da tutta Europa. La gara, organizzata dal Gruppo Sportivo Pavione di Imèr, si è svolta su un percorso di 6,9 km con un dislivello totale di 1.279 metri, partendo dalla quota di 1.463 metri del centro di San Martino e terminando in cima alla Cima Rosetta a 2.742 metri sul livello del mare. Gli atleti hanno dovuto affrontare un tracciato variegato, che comprendeva un tratto erboso fino al rifugio Colverde, ripide inversioni sui ghiaioni del noto sentiero Cai 701 e un finale roccioso fino alla croce in cima.
Record maschile: Hermann Debertolis domina la gara
Il 22enne Hermann Debertolis tesserato con le Fiamme Oro e già vincitore della versione breve del 2024, ha stabilito il nuovo record della Rosetta Verticale con un tempo di 50 minuti e 24 secondi, superando di 46 secondi il primato di Tiziano Moia del 2023. Debertolis è sceso in partenza nella stessa batteria del friulano, ma ha rapidamente preso il comando già nelle prime inversioni sotto la cabinovia Colverde, mantenendo un ritmo costante e decoupled dalle difficoltà del tracciato. Il suo vantaggio si è mantenuto stabile per tutta la durata della gara, consentendogli di chiudere con 53 secondi di scarto sul secondo classificato.
Il tracciato e le difficoltà tecniche affrontate
Il percorso della Rosetta Verticale è noto per le sue sezioni tecniche, in particolare le inversioni su ghiaioni che richiedono una forte capacità di spinta e una gestione attenta della cadenza. Debertolis ha dichiarato che le prime inversioni hanno messo alla prova la sua resistenza ma il suo allenamento specifico su terreni simili gli ha permesso di mantenere un passo efficace anche sulla parte più rocciosa, dove la pendenza aumenta notevolmente. Nonostante la costipazione e la sensazione di scarso energia il giorno prima della gara, l’atleta ha sfruttato la conoscenza del tracciato per ottimizzare le sue fasi di spinta e recupero, dimostrando che la preparazione mentale può compensare momenti di minor forma fisica.
Vittoria femminile: Arianna Del Pino conquista la sua prima gloria
Nel reparto femminile, la Arianna Del Pino dell’Us Aldo Moro Paluzza ha trionfato con un tempo di 1 ora, 7 minuti e 32 secondi, battendo anche la campionessa olimpica Antonella Confortola di un minuto e 27 secondi. Del Pino, fidanzata del secondo maschile Tiziano Moia, ha affrontato l’evento in prima occasione, ma ha dimostrato una grande sicurezza fin dal via, sostenendo un ritmo sostenuto pur non potendo affidarsi a un riferimento di partenza per misurare la distanza dagli avversari a causa del sistema a scaglioni di partenza a 30 secondi.
Le sfide del percorso e la gara contro le avversarie
La gara femminile presenta le stesse difficoltà del percorso maschile: il primo tratto erboso, le successive inversioni su ghiaioni e il tratto finale roccioso. Arianna ha saputo gestire le energie, concentrandosi sulle salite più impegnative e mantenendo una cadenza costante su terreni più tecnici. La sua strategia le ha permesso di superare la veterana Confortola, che ha comunque mostrato una forma di alto livello nonostante la sua età avanzata. Sul podio hanno completato la gara Tatjana Paller (Germania) e Eliska Sibravova (Repubblica Ceca), dimostrando la forte presenza internazionale dell’evento.
Altri risultati, categorie e commenti degli atleti
Il terzo posto maschile è andato allo sloveno Rok Bratina, che, pur essendo stato iscritto all’ultimo momento con il pettorale 272, ha registrato un tempo di 52 minuti e 31 secondi, superando di 56 secondi l’atleta tedesco Alexander Brandner, già al podio prima del suo arrivo. Seguono Michael Galassi (ex biatleta, 53’27”), Kevin Fantinato (56’36”), Luca Del Fabbro e Raphael Hatt. Nelle classifiche giovanili, Debertolis e la tedesca Helena Euringer hanno guidato gli Under 23, mentre Stefano Ganz e Viola Della Lucia hanno dominato gli Under 16. Olivo Da Pra e Antonella Confortola hanno eccelso nella categoria Over 50.
Le dichiarazioni post gara confermano l’importanza dell’evento. Debertolis ha sottolineato come il ritmo imposto sulle prime inversioni si sia rivelato decisivo: “Il record è frutto di una buona gestione delle fasi più tecniche, soprattutto su Colverde”. Moia ha riconosciuto la forza dell’avversario, aggiungendo che “arrivare a 7 secondi dal proprio primato è segno di costanza”. Del Pino ha elogiato il paesaggio e la sfida del percorso, mentre Confortola ha espresso gratitudine per la possibilità di correre ancora a un livello competitivo nella sua quarta partecipazione.



