Nel pomeriggio di mercoledì 10 giugno una linea temporalesca di forte intensità ha investito l’area del Lago di Gardaestendendosi sulle sponde bresciane e veronesi. L’evento ha assunto carattere di supercella in più momenti della giornata, con fenomeni localizzati come la grandine e una tromba d’aria documentata in video a Castelnuovo del Garda sulla Regionale 11, all’incrocio con via Platano.
Le immagini riprese da una dashcam mostrano alberi sradicati proiettati sulle carreggiate e coperture edilizie sollevate dalle raffiche. Nonostante i danni materiali, non risultano feriti gravi nelle segnalazioni raccolte tra il 10 e l’11 giugno 2026. L’evento è stato osservato anche da gruppi di monitoraggio meteorologico, che hanno mappato più celle temporalesche attive sul territorio settentrionale.
Impatto diretto sul Garda e principale documentazione video
La scena più eclatante si è avuta a Castelnuovo del Gardadove una tromba d’aria ha percorso tratti della Regionale 11 spazzando via alberi e danneggiando alcune auto in transito. Il passaggio è stato ripreso dalla dashcam e ha mostrato la potenza delle raffiche che hanno finito per scaraventare rami e piante sulla sede stradale. In diverse località del basso Garda sono state anche segnalate coperture scoperchiate e finestre lesionate in seguito a grandinate intense e rapide.
Grandine e downburst: caratteristiche osservate
In punti come Moniga del Garda e lungo la sponda tra Castelnuovo e Peschiera del Garda si è registrata una grandinata concentrata in pochi minuti che ha imbiancato le strade. Gli esperti hanno inoltre segnalato episodi di downburstcioè correnti discendenti molto intense che generano raffiche orizzontali; in alcune rilevazioni le velocità superavano i 100 km/h nella zona del Veronese tra Bussolengo e Castelnuovo del Garda.
Contesto più ampio: più supercelle attive nel Nord Italia
La giornata meteorologica del 10 giugno è stata caratterizzata da una concentrazione di sistemi violenti: nel pomeriggio risultavano attive fino a 5 supercelle sul Nord Italia. Una di queste, descritta come “La supercella più intensa della giornata“, avrebbe avuto origine poco a sud del Lago Maggiore e si sarebbe propagata lungo la pedemontana lombarda fino al Veronese e al Garda, causando gli impatti più distruttivi.
Oltre al Garda, un’altra supercella significativa ha interessato il Nord Est, in particolare l’area tra Treviso e Vicenza. Qui gli effetti di vento e grandine hanno prodotto danni a tetti, impianti sportivi e pannelli fotovoltaici e hanno contribuito al quadro di criticità diffusa nella regione.
Segnalazioni e dati di monitoraggio
Il monitoraggio delle celle e delle trombe d’aria è stato supportato da osservazioni locali e da fotografie inviate da operatori sul campo. Tra le immagini raccolte figura una fotografia attribuita a Luisa Michela Pregnolatoche documenta la supercella vista da Villafranca (Verona). Le analisi preliminari indicano una traiettoria lunga per alcuni sistemi convettivi, con grandine di grosse dimensioni e raffiche in grado di scoperchiare coperture edilizie.
Danni alla viabilità e interventi di emergenza
Le raffiche hanno creato disagi alla circolazione: alberi caduti hanno temporaneamente bloccato tratti stradali e causato interruzioni in punti sensibili della viabilità. Nella provincia veronese e nella cintura bresciana si sono registrate situazioni di emergenza su arterie principali, con squadre di pronto intervento mobilitate per rimuovere ostacoli e mettere in sicurezza le carreggiate. Le operazioni di ripristino sono proseguite nelle ore successive agli eventi del 10 e dell’11 giugno 2026.
Nonostante la spettacolarità dei fenomeni e l’entità dei danni alle strutture e al patrimonio arboreo, dai report disponibili non emergono feriti gravi. Permangono però danni ingenti a veicoli, tetti e impianti all’aperto, che richiederanno verifiche e interventi di riparazione nei giorni seguenti.
Le immagini e le segnalazioni di questo episodio rientrano nel quadro meteorologico di quei giorni, con più celle temporalesche che hanno colpito vasti tratti del Nord Italia e con ricadute particolarmente pesanti sul Lago di Garda e sulle aree pedemontane.


