5 Ottobre 2026 ☁ 14°

Trentino Book Festival 2026 a Pergine: ritorno, pubblico e nuovo progetto culturale

Il Trentino Book Festival è ripartito a Pergine con un’edizione zero che ha riportato il pubblico in sala e ha messo al centro il libro come soglia: incontri aperti, collaborazione con Ariateatro e un cartellone che spazia dalla letteratura per ragazzi al pensiero civile

Trentino Book Festival 2026 a Pergine: ritorno, pubblico e nuovo progetto culturale

Il Trentino book festival è tornato a Pergine Valsugana con un formato completamente rinnovato: per quattro giorni la città si è trasformata in un palcoscenico diffuso dedicato ai libri, alle idee e al dialogo. L’edizione, presentata come edizione zero ha puntato sulla accessibilità e sulla prossimità tra pubblico e autori, confermando l’intento di costruire un progetto culturale radicato sul territorio.

Il direttore artistico Pino Loperfido e le direttrici artistiche Elisa Vettori e Fabrizia Mosca hanno sottolineato come il ritorno abbia trovato un immediato riscontro di pubblico: sale piene, partecipazione costante e un clima di entusiasmo hanno caratterizzato la manifestazione, rafforzando l’idea che esista ancora una domanda forte di luoghi dedicati alla lettura e al confronto.

Un progetto collettivo sostenuto da Ariateatro e realtà locali

La ripartenza del festival si è costruita su una collaborazione estesa: il Teatro di Pergine è stato il centro logistico e simbolico dell’iniziativa, mentre Ariateatro ha offerto competenze organizzative e una visione culturale che hanno reso possibile la gestione di un calendario diffuso. Volontari, tecnici, librerie indipendenti, associazioni e istituzioni locali hanno partecipato alla macchina organizzativa, contribuendo alla riuscita dell’evento.

Il ruolo delle librerie e delle associazioni

Uno degli aspetti più curati dall’organizzazione è stato il coinvolgimento delle librerie indipendenti e delle associazioni culturali: queste realtà hanno svolto una funzione di collegamento con il territorio, promuovendo incontri, presentazioni e percorsi dedicati ai lettori di ogni età. La strategia punta a consolidare un presidio culturale stabile e condiviso per i prossimi anni.

Programma, temi e ospiti dell’edizione

La scelta tematica di questa nuova fase è stata sintetizzata nello slogan “Il libro come soglia” che interpreta la lettura come passaggio tra mondi, linguaggi e comunità. Il cartellone ha mescolato nomi autorevoli del panorama culturale con voci emergenti della narrativa contemporanea e ha riservato spazi specifici alla letteratura per ragazzi per favorire l’avvicinamento alla lettura fin dalla giovane età.

Tra gli ospiti presenti figurano intellettuali e giornalisti di rilievo come Gad LernerMichela MarzanoVittorino AndreoliGherardo ColomboMarcello Veneziani e Marco Albino Ferrari. Gli incontri hanno spaziato dalla riflessione civica alla narrativa, senza gerarchie di genere, con dibattiti che hanno riguardato questioni sociali, etiche e culturali.

Programmazione per ragazzi e percorsi educativi

Un capitolo a parte del festival è stato riservato a bambine, bambini e adolescenti: il programma dedicato ai più giovani è stato pensato come un percorso di crescita che utilizza la letteratura per attraversare limiti e confini interiori. Laboratori, letture e incontri con autori per ragazzi hanno mirato a rafforzare il ruolo educativo dei libri nel percorso formativo.

Diffusione in città e attenzione alla qualità

Gli appuntamenti si sono svolti in una varietà di luoghi: dal Teatro di Pergine alla biblioteca, dal castello alle piazze, fino a spazi espositivi e momenti legati alla cultura del cibo, in collaborazione con realtà come Slow Food. Questa distribuzione ha trasformato Pergine in una vera e propria capitale temporanea della cultura, favorendo l’incontro tra cittadini, visitatori e ospiti.

L’organizzazione ha puntato a mantenere gli incontri gratuiti e a preservare la vicinanza tra pubblico e autori elementi giudicati fondamentali per l’identità del festival. L’obiettivo dichiarato è consolidare questa formula, rafforzando il profilo nazionale della manifestazione senza rinunciare ai principi di accessibilità e inclusione che l’hanno caratterizzata in questa fase di rilancio.

La positiva risposta del pubblico e la collaborazione delle realtà locali vengono ora interpretate come il punto di partenza per il futuro: l’edizione zero non è stata concepita come un evento isolato ma come l’avvio di un percorso che mira a far crescere il festival e a rafforzarne la presenza nel panorama culturale italiano.

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