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Trento cerca una strategia condivisa su abitare, stipendi e competitività

La seconda parte della conferenza in Consiglio provinciale ha raccolto parole e numeri da imprese, agricoltura, sindacati e consumatori: dal -5% dell'export al primo trimestre 2026 al tema centrale della casa come costo di produzione.

Trento cerca una strategia condivisa su abitare, stipendi e competitività

La discussione convocata in Consiglio provinciale per la seconda parte della conferenza di informazione ha riunito rappresentanti di imprese, mondo agricolo, cooperative, sindacati e consumatori per mettere in fila le criticità che attraversano il Trentino. L’obiettivo non era la mera rilettura dei dati tecnici, già oggetto della prima sessione, ma la valutazione dell’impatto concreto del costo della vita su imprese e famiglie, con particolare attenzione a salariabitare e produttività.

Dal confronto è emerso un quadro composito: la regione mantiene elementi di solidità economica ma convive con fragilità strutturali che richiedono interventi coordinati tra istituzioni e parti sociali. Tra i numeri portati in aula figurano un export in flessione del -5% nel primo trimestre 2026 e un fatturato complessivo a +1% nello stesso periodo, accompagnati però da produttività stagnante e difficoltà di reperimento del personale per il 55% delle figure professionali richieste.

Ritratto delle imprese e impatto sui salari: interventi e richiami concreti

Nel corso degli interventi i rappresentanti dell’industria e del commercio hanno delineato uno scenario segnato da costi crescenti e da un rallentamento che si protrae nel tempo. Per Lorenzo Delladio, presidente di Confindustria Trento servono «misure strutturali, non solo emergenziali» per fronteggiare la congiuntura che ha portato l’export a -5% nel primo trimestre 2026. Andrea De Zordo, presidente della Camera di commercio ha rimarcato che sebbene il fatturato sia salito dell’1% nel primo trimestre 2026, la produttività resta ferma e «È l’incertezza a rallentare economia e imprenditori».

Il tema dei salari e della qualità della vita

Il nodo dei redditi è stato ribadito come condizione necessaria per parlare di qualità della vita: «La politica deve nutrirsi delle competenze di chi vive il territorio», ha sottolineato Francesco Valduga nel porre la questione degli stipendi adeguati. Dal mondo dell’artigianato è arrivata la preoccupazione per salari bassi e invecchiamento della forza lavoro, con l’evidenza che «Il benessere del dipendente incide su produttività e serenità».

Abitare e costo dell’energia: fattori che comprimono il sistema trentino

Il tema dell’abitare è emerso come elemento trasversale in più interventi: per alcuni settori, e in particolare per il turismo, la disponibilità di alloggi è ormai parte integrante della capacità produttiva. Alberto Bertolini, per gli albergatori, ha ricordato che «Trovare casa per i lavoratori è ormai un fattore di produzione». Analogamente, Mauro Paissan di Confesercenti ha indicato la casa come il primo vero costo della vita in Trentino e ha messo in luce l’onere della burocrazia, stimata in circa 680 milioni l’anno come una tassa occulta sulla produttività.

Energia, prezzi e tutela dei consumatori

Sul fronte dei servizi e del commercio è emersa la pressione del costo dell’energia definito «tassa invisibile sul futuro» da Confcommercio. Per i consumatori il richiamo è alla regolazione delle pratiche speculative: «La speculazione cattiva va normata», ha detto il rappresentante del Centro tutela, che ha anche criticato l’efficacia dell’attuale osservatorio prezzi.

Agricoltura, credito e cooperazione: sostenibilità e investimenti

Il comparto agricolo ha confermato criticità affini a quelle dell’industria: costi di produzione elevati, impatti climatici e oneri amministrativi comprimono la redditività delle aziende. Mara Baldo della CIA ha chiesto di non limitare il dibattito alla sola produttività ma di inserire la prospettiva della redditività delle imprese agricole. Diego Coller di Confagricoltura ha insistito su qualità, export e innovazione come elementi da mettere in rete, mentre Gianluca Barbacovi di Coldiretti ha richiamato l’attenzione sul fatto che i produttori ricevono solo una quota ridotta del valore pagato dal consumatore.

Renato Dalpalù, per la Federazione Trentina della Cooperazione ha segnalato come incertezza, accesso al credito e capitale umano siano leve decisive: «Se le imprese non investono, questo si riflette sulla produttività». Anche i sindacati hanno chiesto interventi mirati sul welfare e sulla contrattazione per recuperare potere d’acquisto e affrontare l’emergenza abitativa, definita «La casa è il vero ostacolo di chi lavora».

Al termine degli interventi la richiesta comune è stata chiara: servono strategie condivise che mettano in rete istituzioni, imprese, sindacati e famiglie per affrontare problemi concreti come casa, credito, burocrazia, reclutamento e costi energetici. Il dibattito ha lasciato sul tavolo numeri e slogan noti, ma ha confermato la necessità di tradurre i rilievi emersi in politiche coerenti e coordinate per il Trentino.

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