Il tribunale di Bolzano ha nuovamente aperto le porte del processo legato alle cosiddette mascherine cinesi indagate per presunte frodi nella fase d’emergenza sanitaria. Dopo un’interruzione di mesi, la seduta del 16 ottobre 2026 segna il primo passo di un percorso giudiziario che prevede più di cento testimoni.
Imputati e accuse di frode nelle forniture pubbliche
Davanti al giudice Walter Pelino sono stati chiamati in causa quattro soggetti: Florian Zerzer ex direttore dell’ASL, Patrick Franzoni responsabile dell’unità Covid al tempo dei fatti, Christoph Engl amministratore delegato dell’azienda Oberalp e la stessa Oberalp, ritenuta responsabile a livello amministrativo. Tutti sono accusati di frode nelle forniture pubbliche ovvero di aver presentato documenti falsi o aver concluso contratti ingannevoli per l’acquisto di dispositivi di protezione individuale.
Il maxi sequestro del 2020 e la testimonianza di Davide Perasso
Il primo testimone ascoltato è stato Davide Perasso ex comandante dei N.A.S. di Trento. Nel 2020, guidando le indagini istituite dalla Procura di Bolzano, Perasso aveva ottenuto dal giudice istruttore Schoensberg il sequestro preventivo di mascherine e tute protettive provenienti da sette ospedali altoatesini. Il provvedimento è nato perché i dispositivi, importati dalla Cina tramite Oberalp, erano risultati non conformi ai test di qualità effettuati successivamente.
Finanziamenti, interessi e la decisione provinciale sul risarcimento
Nel pieno della crisi, Oberalp aveva anticipato all’ASL 30 milioni di euro per garantire la consegna tempestiva di mascherine e tute. A causa degli interessi maturati, la cifra è ora salita a circa 40 milioni di euro importi ancora non versati all’azienda. Tuttavia, il Consiglio provinciale, nella sua ultima sessione, ha approvato un emendamento che consente alla Provincia di riconoscere a Oberalp un indennizzo di 20 milioni di euro una somma nettamente inferiore al valore complessivo richiesto.
Reazioni di Heiner Oberrauch
Presente tra il pubblico, Heiner Oberrauch ex presidente di Oberalp, ha ringraziato l’assemblea per l’unanimità dei voti, affermando: “Ringrazio tutti e sono onorato che non ci siano stati voti contrari: questo dimostra la fiducia nei nostri confronti”. L’imprenditore ha anche sottolineato il danno reputazionale subito negli ultimi sei anni, definendo la vicenda “uno scandalo” e auspicando una conclusione rapida del processo.
Il dibattito resta aperto: con più di cento testimoni ancora da ascoltare, la giustizia richiederà ancora tempo per definire le responsabilità e l’entità dei danni economici. La decisione del Consiglio provinciale, pur limitando il risarcimento, potrebbe influenzare le prossime fasi processuali, soprattutto per quanto riguarda le richieste di rimborso avanzate da Oberalp.



