Due emergenze incendiarie hanno tenuto impegnati i vigili del fuoco in Trentino e Sicilia, mettendo a dura prova le squadre di soccorso. In Trentino, i vigili del fuoco volontari di Dro sono intervenuti due volte nella giornata di martedì 28 luglio, mentre in Sicilia, la Procura di Termini Imerese ha aperto un’inchiesta sugli incendi divampati nella zona industriale.
Interventi tempestivi in Trentino
Nella serata di martedì 28 luglio, intorno alle 21, i vigili del fuoco volontari di Dro sono stati chiamati a intervenire presso un’attività estrattiva in località Collongo, nella zona artigianale a nord di Pietramurata. Un macchinario per la produzione di polveri è stato interessato da un principio d’incendio che ha richiesto l’intervento di 12 vigili del fuoco con autobotte, polisoccorso e un mezzo di supporto.
All’arrivo delle squadre, era presente un intenso odore di bruciato, accompagnato da fumo che si era diffuso nell’area. Grazie all’intervento tempestivo, è stato possibile mettere rapidamente in sicurezza il macchinario, evitando conseguenze più gravi. Le operazioni sono state coordinate dal comandante del Corpo dei vigili del fuoco volontari di Dro, Luca Sartorelli. Presenti anche i carabinieri del Radiomobile di Riva del Garda e i responsabili dell’azienda.
Nella mattinata, intorno alle 9.50, i vigili del fuoco erano già intervenuti per un presunto incendio di sterpaglie nei boschi in località Gaggio, a sud di Pietramurata, nei pressi del lago di Cavedine. Dopo un sopralluogo effettuato con un fuoristrada e tre operatori, l’allarme si è rivelato infondato: con ogni probabilità si trattava di un agricoltore impegnato nell’abbruciamento di sterpaglie ai margini del bosco.
Indagini in corso in Sicilia
La Procura della Repubblica di Termini Imerese ha aperto un’inchiesta sugli incendi divampati nella zona industriale. Sono una dozzina le attività danneggiate dalle fiamme che non sono state ancora spente del tutto. Si tratta di depositi, officine meccaniche e nautiche, aziende di caffè e detersivi, materiali da imballaggio e forniture elettriche.
Il procuratore Angelo Vittorio Cavallo ha aperto un fascicolo, al momento, contro ignoti, per incendio. Ha convocato gli investigatori per stilare un piano di interventi. “Il nostro lavoro è all’inizio. Al momento è prematura ogni ipotesi, stiamo raccogliendo dati in un’area molto estesa”, spiega.
I danni non sono ancora quantificabili, ma si tratta di diversi milioni di euro. Il forte sospetto è che ci sia dietro la mano dell’uomo.
Il presidente del Consiglio comunale termitano, Fabio Comella, ha dichiarato: “È ormai chiaro a tutti che questi episodi, che si ripetono con inquietante regolarità, non possono più essere considerati eventi isolati. Negli incendi in Sicilia, c’è una serialità che impone una riflessione profonda e l’accertamento della verità.”
L’Arpa, su richiesta della sindaca Maria Terranova, sta eseguendo dei campionamenti per valutare l’eventuale impatto ambientale degli incendi e della colonna di fumo nera che per ore si è alzata in cielo.
Richesta di audizione urgente
Dopo il devastante incendio che ha colpito l’area industriale di Termini Imerese, il Movimento 5 Stelle ha chiesto alla Commissione Attività Produttive dell’Ars di intervenire con urgenza. “Come avevo anticipato, questa mattina ho depositato formalmente la richiesta di audizione urgente in Commissione Attività Produttive dell’Ars per affrontare le conseguenze del devastante incendio che ha colpito l’area industriale di Termini Imerese”, ha dichiarato il deputato regionale del Movimento 5 Stelle Luigi Sunseri.
“Ho già sentito telefonicamente il Presidente della Commissione, Gaspare Vitrano, che ringrazio per essersi mostrato immediatamente sensibile e disponibile ad affrontare con urgenza la questione. L’obiettivo è procedere nel più breve tempo possibile, auspicabilmente già nella seduta di mercoledì. Vogliamo mettere attorno allo stesso tavolo la Regione, l’Amministrazione comunale e, soprattutto, le aziende colpite, ascoltare direttamente le loro esigenze e individuare insieme tutte le strade percorribili per sostenerle nella ripartenza e tutelare i lavoratori e i posti di lavoro.”



