Le città europee stanno vivendo una rivoluzione silenziosa. Mentre in Italia si discute ancora se togliere un parcheggio possa danneggiare i negozi, altrove si stanno raccogliendo dati che raccontano una storia diversa. Le strade pedonali e ciclabili, quando ben progettate, non solo migliorano la qualità della vita, ma possono anche dare una spinta significativa al commercio locale.
Il mito che la presenza di auto sia indispensabile per il successo dei negozi sta crollando. Le ricerche condotte in diverse città europee mostrano che i pedoni e i ciclisti, pur spendendo meno in una singola visita, tornano più spesso. Questo comportamento si traduce in una spesa mensile complessiva che può essere superiore a quella degli automobilisti.
I dati che sfatano i pregiudizi
Una review pubblicata su Transport Reviews da Jamey Volker e Susan Handy ha analizzato 23 studi sull’impatto economico delle infrastrutture pedonali e ciclabili. I risultati sono chiari: la creazione o il miglioramento di spazi per la mobilità attiva ha effetti positivi o statisticamente poco significativi sul commercio locale. Questo vale anche nei casi in cui vengono ridotti i posti auto o le corsie per le auto.
Tuttavia, è importante notare che alcune attività molto dipendenti dall’auto possono risentirne di più. Ma l’idea che una ciclabile davanti a una vetrina equivalga automaticamente a una condanna commerciale regge sempre meno. La percezione dei commercianti può essere diversa dai numeri perché vedono subito il posto auto che sparisce, mentre faticano a misurare il flusso di chi passa a piedi o in bici.
Il caso di Portland
La ricerca di Portland, Consumer Behavior and Travel Choicesva esattamente in questa direzione. Lo studio osserva il rapporto tra mezzo di trasporto, frequenza di visita e spesa in diverse attività commerciali. Gli automobilisti possono spendere di più in una singola fermata, ma pedoni e ciclisti visitano più spesso bar, ristoranti e negozi di vicinato. In diversi contesti, questo ritmo più frequente può tradursi in una spesa mensile uguale o superiore.
Le esperienze di Londra e Stoccolma
Anche Transport for Londonl’ente che gestisce gran parte della mobilità londinese, ha pubblicato una ricerca sugli effetti degli interventi per camminare e pedalare nelle high street. Secondo i dati diffusi da TfL, le persone che si muovono a piedi, in bici o con il trasporto pubblico spendono nei negozi locali il 40% in più al mese rispetto a chi arriva in auto. Nelle aree dove sono stati migliorati spazi pedonali e ciclabili, sono aumentate le persone in strada, le attività di sosta, i valori degli affitti commerciali e si è ridotto anche il numero di locali sfitti.
Il caso di Stoccolma aggiunge un pezzo interessante, perché guarda alle strade trasformate in modo temporaneo e permanente. Una ricerca condotta da Spacescape, Evidens e Stockholm School of Economics ha analizzato diversi progetti urbani nel centro della capitale svedese. I risultati mostrano un aumento del 30-50% dei flussi pedonali e una permanenza in piazze e spazi pubblici più che raddoppiata. I ristoranti lungo le strade coinvolte hanno registrato una crescita del fatturato più forte rispetto al resto del centro.
Milano e il piano per la mobilità sostenibile
Non solo in Europa, ma anche in Italia si stanno facendo passi avanti. Il comune di Milano ha presentato una proposta di adesione al programma integrato di interventi sulla mobilità urbana e metropolitana, istituito dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica. Il programma mette a disposizione 500 milioni di euro per sostenere progetti capaci di migliorare la qualità dell’aria e promuovere forme di mobilità più sostenibili.
La proposta del comune di Milano si articola lungo tre assi strategici: la gestione della mobilità attraverso sistemi data-drive, la regolazione dello spazio urbano e la promozione della domanda di mobilità sostenibile. Tra le iniziative previste ci sono l’installazione di nuovi sensori per la gestione del traffico, la digitalizzazione del sistema della sosta e lo sviluppo della sharing mobility. Inoltre, sono previsti incentivi per chi lascia l’auto a casa per andare al lavoro o a scuola.
Arianna Censi, assessora alla mobilità, ha spiegato che l’obiettivo è ridurre la congestione veicolare e le emissioni inquinanti, incrementare l’attrattività delle alternative all’auto privata e migliorare l’efficienza del sistema della mobilità urbana.


