Il nuovo Smart City Index 2026 ha svelato interessanti dinamiche tra le città italiane, mettendo in luce come la ricchezza economica non sia sempre sinonimo di qualità della vita. La smartness urbana è stata misurata attraverso sei dimensioni chiave: economia, governance, mobilità, ambiente, popolazione e vivibilità.
Milano, con un PIL pro capite di circa 52.800 euro, si conferma la città più ricca d’Italia. Tuttavia, questo primato economico non si traduce automaticamente in un miglioramento della qualità della vita per i suoi abitanti. Il costo della vita elevato, la scarsa qualità dell’aria e le difficoltà di mobilità sono alcuni dei fattori che penalizzano la città.
Trento, la città più smart d’Italia
Con 52,7 punti su 100, Trento si aggiudica il primo posto nella classifica della smartness. La città vanta un equilibrio tra ambiente, servizi e vivibilità, con il 46% del territorio urbano coperto da aree verdi e livelli di PM2.5 contenuti. Gli spostamenti risultano più rapidi rispetto alle grandi metropoli: per percorrere 10 chilometri servono in media 14,5 minuti, contro i 30 minuti circa di Milano, Roma e Torino.
Le città medie emergono
Oltre a Trento, anche Bologna e Padova si distinguono per la loro capacità di offrire un ambiente urbano vivibile e sostenibile. Bologna guida la classifica nella dimensione people con 49,6 punti, grazie alla presenza di numerosi atenei e a un’elevata quota di laureati. Padova, invece, beneficia di una delle concentrazioni di capitale umano più alte del Paese.
Milano: il paradosso della ricchezza
Milano, pur essendo il principale motore economico del Paese, mostra alcuni punti deboli. La città è penalizzata dal costo della vita elevato, con prezzi immobiliari che in molte zone superano i 7.000 euro al metro quadrato. Inoltre, la qualità dell’aria è tra le peggiori del campione italiano, con una concentrazione di PM2.5 di circa 19,5 µg/m³. Nella dimensione living che misura il benessere quotidiano, Milano oscilla tra 56,9 e 59,8 punti, lontana dalle prime posizioni.
Roma: capitale umano ma con problemi di mobilità
Roma si posiziona seconda in Italia per capitale umano, grazie alla presenza di grandi atenei e a un’elevata occupazione nei settori knowledge-intensive. Tuttavia, la vita quotidiana nella Capitale è pesantemente influenzata dai problemi di mobilità. Percorrere 10 chilometri richiede in media 30,8 minuti, e in un quarto d’ora di spostamento un romano copre appena 4,9 km. Anche in governance Roma si ferma a circa 44 punti, un risultato che evidenzia la necessità di migliorare l’efficienza dei servizi.
Il confronto con l’Europa
Nel confronto europeo, nessuna città italiana entra nella top 10 dello Smart City Index. Copenaghen guida la classifica con 63,2 punti, seguita da Monaco e Lussemburgo. Queste città si distinguono per l’utilizzo avanzato dei servizi digitali, la qualità dell’aria e un PIL pro capite elevato.
Il rapporto evidenzia che la competitività urbana dipende sempre meno solo dalla capacità economica e sempre più dalla capacità di offrire servizi efficienti, sostenibilità e qualità della vita ai cittadini. La smart city del futuro non è necessariamente la più grande o la più ricca, ma quella che riesce a bilanciare economia, ambiente e benessere dei suoi abitanti.



